La Dea bendata (qui raffigurata) mi ha voltato le spalle (ma non posso aprofittarne...), Dio mi aiuti: ho contratto la bulite. Cos'è la bulite? La bulite è una patologia strana, i cui studi sono ancora in fase embrionale. Per farla breve, pensate di diventare un catalizzatore di sfiga assoluta (la sfiga è quando capitano cose sfigate, la sfiga assoluta è quando le cose sfigate capitano in circostanze estremamente sfigate. NDR).La bulite non la contrai da un giorno all'altro, è come l'ifluenza: il giorno prima di ammalarti lo senti nelle ossa che c'è qualcosa che non va (sono gli arcinoti campanellini d'allarme). All'influenza, così come all'Iraq, si può far guerra preventiva (doppia aspirina ed ettolitri di spremute d'arancia), ma per la bulite non c'è prevenzione che tenga.
I campanellini d'allarme li avevo percepiti il 28 dicembre 2006 (tonsillite prima di capodanno). Dalle teorie del dott. M. Tessari (luminare in materia di bulite) evince come tipico sintomo della malattia quello di passare il veglione di Capodanno a letto in preda a delirium tremens e brindare all'anno nuovo con una pinta di sciroppo per la tosse (rigorosamente di marca Oki). Il fatto di essermi brillantemente dopato di medicinali ha fatto sì che io il capodanno l'abbia potuto passare piacevolmente ubriaco sulle rive dell'Elba, finendo così per prendere sottogamba l'avvento del morbo.
Recentemente ho superato la prova scritta di un esame assai complesso e ho a disposizione pochi giorni per prepararne la titanica prova orale e, cosa mi succede?
- Mi mettono un appello d'esame a sorpresa, passo una notte in bianco a studiare e poi il simpatico docente mi cambia pure il programma d'esame;
- Mi si rompe misteriosamente la montatura degli occhiali (guardo la TV e di botto il mondo percepito dal mio occhio destro sparisce);
- Mio padre si offre di ripararla e mi distrugge pure le lenti (non bestemmia neanche, ma blissa agilmente dicendo "tanto erano sporche" - Cazzo, alla faccia del consumismo! -);
- Mi ammalo e perdo praticamente 2 giorni di preziosissimo studio;
- Guarisco ma la schiena mi tormenta;
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A Merano i computer detonano e il "pronto intervento Ciccio" gira instancabile per il burgraviato. Tra qualche ora dovrò presentarmi da una signora che ha la fissa del complotto internazionale e che da mesi è convinta che qualche hacker dispettoso le cancelli la posta; a riprova delle sue teorie mi ha fatto notare che tra i preferiti di explorer è misteriosamente comparso l'indirizzo di un sito pincione...Bah! A mio modesto avviso il pirata è il marito che, come tutti gli uomini alla soglia dei 65, è diventato un erotomane multimediale e che, guarda un po', ogni volta che la moglie comincia a parlare della "dannnata pornografia che tormenta la rete" esce a comprare le sigarette. Ripenso alla mia ingenuità di puberto che, a 15 anni, era convinto che l'era delle pippe finisse con la maggiore età...
Studio, lavoro, lavoro, studio...argh...levo un calice da mezzo alla salute dei miei compagni d'avventura della già troppo remota gitarella dresdese e chiudo chiedendo "quest'anno quando cade la pasqua?".
Vado ad oscurare siti porno...
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In Sassonia ho scoperto la micidiale combinazione birra e antibiotici...wow! La tonsillite continua a martellarmi i maroni, Gian russa, Bosh osserva Staccu la mattina sorseggiando avidamente succhi di frutta, Brogia si riscopre angeber (ma parecchio), Staccu invece scopre il gin lemmon...
Dresda rimane un posto davvero avanti e vedremo di onorare il 2007 come si deve.
Kisses a tutti da parte di tutti!
Ciccio, Staccu, Bosh, Brogia e Gian
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Per chi dalla foto non l'avesse ancora capito quest'anno l'anonima alcolisti meranese si trasferisce a Dresda, città di cui io e il buon Bro conosciamo ogni singolo mattone. Sarà dunque nostro incommensurabile piacere far da Ciceroni a Staccu (che quest'anno boccia il capodanno ai mercatini) e alla new entry Gian (un bevitore belga-calabro-meranese che non vede l'ora di degustare birra Watzke e altre "specialità" sassoni).
Che altro aggiungere? Ben venga il 2007!
Prosit!
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Cos'è il Watten? La rivista Pauern sein Heit lo definisce come "il modo più rapido in cui giocarsi un maso e 4 vacche". Watten è un diabolico gioco di carte di origine Sudtirolese (lo dice anche Wikipedia), una sorta di briscola a quattro ma molto più contorta.A Watten io e il Locusta, una settimana fa, non ci abbiamo rimesso il maso (...avercelo...), la posta in gioco era la dignità...e l'abbiamo persa.
Dopo anni di assenza dalla scena internazionale del Blindwatten abbiamo pensato di tornare a sederci al tavolo verde sfidando un nuovo e affiatatissimo duo. Partite al cardiopalma dominate fino a due punti dalla chiusura e poi la capitolazione. Dopo la seconda sconfitta di seguito Locusta ha dichiarato la ferma intenzione di ritirasi, decisione che sottoscrivo a pieno.
Ma perdere a carte può essere ragione di cotanta sofferenza? Sì, perchè la coppia vincitrice era sprovvista del cromosoma Y.
Onore dunque a Valentina e Roberta, fino a quando non riusciremo a dimostrare che quelle partite erano truccate.
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Quando la bellezza è una maledizione...Giusto la scorsa settimana Mr. Locusta, giocando a basket, ha cercato di eliminare Zorba intervenendo di fino su una palla veloce, che ha colpito in pieno il naso del Costantino delle Alpi. Il Locusta ha chiaramente cercato di mascherare il chiaro attentato come un incidente di gioco e, non pago dell'atto di vigliaccheria, ha cercato di chiudere il discorso con un'uscita del calibro di "Ma se ha un autobus parcheggiato in faccia, non è certo colpa mia se piglia le pallonate". In un secondo tempo ha poi confessato di "voler distruggere qualcosa di bello" (Citazione, tra l'altro, dal Film Fight Club; NDR).
Speravamo tutti di non dover più assistere a scene del genere ma, proprio oggi, un nuovo gesto di feroce invidia ha seriamente compromesso la carriera di "bello, bello in modo assurdo" di Tex.
Mr. Evil (preferisco celarne la vera identità, non si tratta comunque del Locusta) ha sempre guardato Tex con quell'aria sinistra del tipo "vorrei ma non posso" e poche ore fa ha dato sfogo ai sentimenti repressi colpendo vigliaccamente il Bellissimo con un preciso colpo di nuca all'occhio. A dir poco tragiche le conseguenze. L'arcata sopraciliare di Tex ha assunto dimensioni grottesche, deturpando così quello che la rivista People ritiene il terzo volto più affascinante del mondo (dopo Paul Newman da giovane e Adriano Celentano). Guenther Januth, sindaco di Merano, ha immediatamente diramato l'ordine di chiusura a tutti gli stand del mercatino natalizio, dichiarando "Non c'è proprio nulla da festeggiare".
Nella speranza che tutto finisca per il meglio, voglio ricordare Zorba mentre varca la sua prima passerella, splendidamente mantato di pelle presso il Motorshop Bertan.
Le ferite svaniscono e le donne amano le cicatrici...
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Pazzesco, è da quasi un mese che non aggiorno il mio fedele blog...come passa il tempo!
Vediamo di analizzare brevemente gli accadimenti interessanti avvenuti negli ultimi 30 giorni.
- Anche per quest'anno l'Isola dei famosi è finita e io ho ritrovato un padre. Niente più Luca, Chiappa e compagnia bella. A tavola finalmente non si parla più dei cazzi degli sconosciuti, ma le attenzioni tornano a catalizzarsi sul gossip locale, quello che, per intenderci, passa dal verduraio per arrivare all'autista del Bus.
- Siamo sopravvisuti all'edizione 2006 del Merano international WineFestival e culinaria (bisogna essere precisi con il nome, altrimenti rischio d'essere cazziato dal buon Locusta).
- Ho visto nascere ben 3 post sul blog di Tex.
- Con Klaus ho avuto modo di entrare in un bar meraviglioso frequentato, pensate un po', dagli abitanti del bosco. Ma non parlo di valligiani boscaioli, intendo proprio: folletti obesi e omesessuali, hobbit, gorgoni, bue grasso (in versione pigliainculo) e madre natura (la fatina drammaticamente sovrappeso amante segreta di Grande Puffo), ninfe calate dure di ecstasy, Gargamella barcollante in versione metallara e, sopratutto, la donna con il meraviglioso deretano ma con due facce.
- Ho visto Staccu diventare grande e tagliarsi i capelli come un agente di borsa (ora però, lasciatelo dire, sei bellissimo).
- Ho comprato un cellulare nuovo.
- Ho ricominciato a scrivere sul blog.
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Non mi par vero: Bulu che festeggia con uno stivale di birra da litro! Ricordo che, quando l'Italia ha vinto il mondiale, il Mr. Bean nostrano ha levato al cielo un boccale di latte e menta; ma allora quale strano accadimento ha indotto il nostro prode a "esagerare"? Il segreto di Pulcinella è: Bulu s'è laureato! Evviva Bulu!Monster Bu è ufficialmente dottore da mercoledì mattina, ma i festeggiamenti per onorarlo hanno avuto luogo sabato al Wunderbar. Il festeggiato si è presentato al tavolo completamente afono ed acciaccato, ma non saranno due blande linee di febbre a fermarlo. Dopo scarsi 1,5 litri di birra il dottore appariva già visibilmente ubriaco, la conferma del superamento della soglia di sobrietà è arrivata quando Bulu s'è abbandonato al lato omosessuale della forza, dispensando copiosamentre umidi baci in bocca ai commensali maschi. Qualche birra dopo trovo il nostro eroe intento a cantare (con quel filino di voce rimastagli) "Faccetta Nera" a Lamine (un nostro amico Senegalese).
Alle 2.00 il festeggiato ha completamente perso libero arbitrio e senso del pudore. Si fa trascinare dall'entusiasmo e insiste per andare a ballare. I cori proseguono, le birrette pure. Usciti dalla discotechina (che già chiamarla discotechina è troppo), Bulu barcolla e Calda litiga con un cartello stradale (perdendo, rovinando al suolo e sfasciandosi gli occhiali). Il gruppo si separa e la festa volge al termine. Grazie Dr. Bu!
Ma serviva veramente un altro avvocato a questo mondo?
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Si tratta allora di un post dedicato a Samuel L. Jackson? No. Si tratta di un post dedicato al pessimo film Unbreakable? No. Si tratta invece di un post dedicato all'uomo di vetro, personaggio interpretato dal suddetto attore nel suddetto film. Un pover'uomo...bastava guardarlo male e questo si fratturava. Ma nel mondo reale può esistere una persona del gnere? Ma certamente! Esiste e vive a Merano e, guarda caso, è proprio il più gettonato del mio blog: Bulu!Martedì scorso siamo andati a giocare a Basket e, a fine partita, il nostro affezionatissimo accusava un lieve dolore al torace. Riporto integralmente il testo delll'SMS, firmato Bulu, giuntomi il giorno dopo:
Dopo eroica resistenza il soldato Bulu soccombe al nemico STOP
Due costole incrinate e contusione al diaframma STOP
Tre settimane di prognosi STOP
Analgesici STOP
Bulu, ogni tuo male è un sorriso sulle labbra d'un bambino triste...persevera!
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Dave se n'è ito e ha fatto rotta per l'isola della spocchia, quella dove la gente guida dalla parte sbagliata e parla nostalgica dell'epoca imperialista.
Il giovane meranese respira smog made in London da ormai una settimana e mi auguro che da altrettanto sorseggi Beer made in Dublin. Farà ritorno nel triste borgo maiense per Natale e mi auguro sinceramente di vederlo mutato nel fisico. Grasso e sudato per per le mille pinte trangugiate o smunto e provato dalle troppi notte passate a tener alto l'onor di patria a colpi di bacino: è indifferente. Il giovane padawuan deve divertirsi e lasciare noi ex erasmi a ribollire nel calderone dell'invidia...non è un cosiglio, è un imperativo!
Chiudo con un'arcitrita citazione dal film Scent of a woman: "Nel dubbio, scopatela!".
Buena suerte!
Mi rendo perfettamente conto che ultimamente i post del mio blog stiano diventando monotematici, ma il buon Bulu è fonte davvero inesauribile di fantastiche chicche...
Nel mio pellegrinaggio meranese di oggi faccio tappa (ormai fissa e religiosa) dai coniugi Only (vedi post: pantegana) e scopro origliando maliziosamente sulla soglia del negozio che il futuro Dottore in Legge si sta adoperando già da ora a crearsi un futuro lavorativo degno di rispetto. Ma cosa occorre ad uno Yuppie del 2006 per far colpo su un datore di lavoro. Portamento? Simpatia? Estro? Doti sessuali ineguagliabili? Cazzate...Sicuramente il pass par tout per la felicità di un novello laureato in cerca di un posto da praticante/servo della gleba presso uno studio legale è un Curriculum vitae invidiabile e rispettoso. C’è chi si impacca sul carattere (Times New Roman o un più estroso Comic Sans), colore o bianco e nero, carta bianca o finta pergamena con tono kitch, foto o non foto? Il buon Bulu i problemi se li pone tutti (del resto è Bulu, mica uno qualsiasi). Dopo i preziosi consigli di Anna sull’eventuale tema della filigrana (“Una bella foglia di Maria...almeno fai vedere che sotto sotto sei giovane”), snobbati insensatamente dal nostro eroe, egli decide che, per dare al curriculum un tocco hollywoodiano, deve spiccare a menabò di pagina una foto che lo ritragga al meglio. Foto di Bu ce ne sono a bizzeffe, peccato che venga sempre immortalato mentre paventa il villoso deretano alla fotocamera o in altre situazioni imbarazzanti. Cosa fare? Come ovviare a questa carestia di materiale fotografico che lo faccia apparire come diligente ed integerrimo lavoratore? Su prezioso consiglio di mamma, Bulu decide di andare dal fotografo per un book (dato che ci sono, faccio già quelle per l’invito alle nozze...eccheccazzo). La mia mente perversa immagina Bulu ritratto in pose glamour degne di una prêt à porter parigino o, ancora meglio, da far invidia ad un’orgia bondage teutonica. Vabbeh...Marcolino ora è a farsi le foto e io mi trovo costretto a tagliar corto, dato che vorrei che al suo ritorno il post sia già on-line.
Chiudo con un contributo di Anna, nel quale cerchiamo di immaginare l’aspetto del curriculum del nostro cavallo di razza.
1980: Faccio 3 anni. Ho già contratto svariate malattie, sono fiero.
1987: Wow, ho una licenza elementare...la maestra dice che sono “speciale”. Mi ammalo.
1990: Ok, ho finito anche le scuole medie. Un anno l’ho fatto a Merano. Tex mi ha cacciato dal suo cortile e tutti mi odiano...però la mamma dice che sono “speciale”. Mi ammalo.
1996: Ho finito anche il Liceo. Nessuno mi dice se sono speciale. Mi ammalo.
1996 Bis: Mi fidanzo. La Roby dice che sono “speciale”...sto meglio e comincio a crederci. Mi ammalo.
1997: Mi iscrivo a Trento...Sarò “speciale”? Mi ammalo.
1998: Vado a lavorare in fabbrica. Mi ammalo e faccio un sacco di danni. Mi intossico e il capo dice che sono parecchio “speciale”...quasi coglione.
1999: Vado a vivere con Ciccio. Non mi dice che sono speciale, mi dice che sono un povero pirla. Non mi ammalo più.
2001: Vado a lavorare con Ciccio, anche se lui non vuole. Il capo mi dice che sono “speciale”. Mi ammalo un sacco e lavoro poco.
2002: Non vivo più con Ciccio e mi ammalo un sacco fino al 2005. Tutti mi dicono che sono “speciale”. Lavoro un po’ in giro, ma sto sempre in malattia. I datori di lavoro dicono che sono “speciale”.
2006: Mi laureo e giuro solennemente di non ammalarmi fino a Natale. Capo, sono “speciale” io, cazzo credi?

I Beatles andavano in India a cercare se stessi, gli impavidi meranesi vanno all'Oktoberfest a scoprire i propri limiti. Vedo di buttar giù una breve cronaca di quanto fatto (e bevuto) la scorso fine settimana nella capitale di Baviera.
Venerdì: Partenza fissata alle 15.30 da Merano, slittata ovviamente alle 16 e qualcosa vista la nostra impossibilità cronica di presentarci puntuali a qualsivoglia appuntamento. Nell'angusta carrozza rossa di Klaus, trainata da 180 cavalli nipponici, prendevamo posto io, Klaus (detto Cola dai puristi della lingua italiana), il Locusta e Staccu. Tempo d'arrivo previsto: tre ore; tempo d'arrivo effettivo: cinque ore e qualcosa (ritardo dovuto ad un concorso di colpe tra sostenuto traffico e necessarie pause fisologiche indotte dagli innumerevoli birroni tracannati durante il viaggio). Arrivati a Monaco decidiamo di perderci, cosa che fa sempre ridere, e vaghiamo senza meta sul raccordo anulare (degno del film Labyrinth). In qualche modo intercettiamo Claudia e, dopo un MacMenu, andiamo a recuperare Nancy, ci beviamo una Weizen, ci detergiamo le ascelle e ci buttiamo nella Movida bavarese. Monaco è deserta ed io mi chiedo perchè? Il dubbio mi viene ovviato da un simpatico barista che mi informa che è tradizione per i giovani bavaresi starsene a casa il giorno prima dell'inaugurazione dell'Oktoberfest. Noi, che non siamo bavaresi, ce ne fottiamo bellamente e perseveriamo alzando il gomito, visto che c'è da festeggiare anche il compleanno di Claudia. Alle 5.00 saldiamo il conto e prendiamo la via di casa. Il barista ci congeda consigliandoci di andare direttamente alla festa, altrimenti non avremmo mai trovato posto a sedere. Dopo un pessimo cornetto dolce ripieno al prosciutto ci infiliamo a letto...sveglia puntata alle 7.00.
Sabato: La sveglia alle 7.00 viene clamorosamente steccata da tutti. Ci alziamo alle 11.30 e guardiamo l'inaugurazione della festa in TV poi, dopo un caffè, prendiamo la metro in direzione Wiesn. Lo spiazzo è gigantesco. Puntiamo la prima birreria (credo fosse la Loewenbraeu), diventiamo amici un gruppo di Prato e, a stomaco vuoto, cominciamo a bere. La birra è sana, non annacquata come vogliono le leggende metropolitane, e va giù che è un piacere. La fiocca del giorno prima torna presto a farsi sentire ed è meraviglioso. Si canta, si beve, si importunano le donzelle in costume bavarese, si beve, si piscia (ah, quanto si piscia), si beve, si sparano un sacco di minchiate, non si mangia ma si beve! Staccu, come al solito, esercita il suo magnetico fascino e si fa immortalare con innumerevoli gnoccolone. Brogia si riscopre ultrà dell'Italia e attacca con i cori dei modiali (po po po po po po poooooooo) e con intramontabili hit (l'oselin della comare su tutte). Io rubo cappelli folkloristici (e vengo pure gamato per colpa della spiata di un autoctono) mentre Klaus cerca di capire se sia lui a vederci doppio o se la supergnocca che ci portava da bere fosse una delle gemelle Tuskadero (effettivamente erano due).
Finiamo pure sulle giostre e, attorno alle 18.00, poniamo fine ai morsi della fame divorando avidamente qualche panino. Claudia lascia la festa perchè visibilmente troppo ubriaca per continuare, e noi superstiti ci andiamo a bere qualche Weizen per rimettere a posto lo stomaco. Cala il crepuscolo e noi ci fiondiamo allo stand della Paulaner e, chiaramente, riprendiamo a bere. A mezzanotte finisce la musica e la folla si disperde. Noi optiamo per un ultimo, indigeribile, kebap e poi, dopo mezzora fermi nella stazione metro sbagliata ad aspettare un treno che mai sarebbe arrivato decidiamo di ripiegare su un taxi. Arriviamo finalmente a casa dove tutti collassiamo felici ed appaggati.
Domenica: Sveglia molto tardi. Nancy e Claudia si impegnaono a fare un ottimo Tiramisu. Noi maschietti cazzeggiamo mentre Klaus ci cucina un pastasciuttino. Ultima birretta davvero e poi si prende la via del ritorno. In tre ore e mezza siamo a casa (stavolta nessuno deve orinare) e poi, finalmente, una doccia.
Chiudo ringraziando tutti per la splendida compagnia e sopratutto Claudia per averci messo a disposizione pure casa sua.
Ma l'epopea di Bulu e del suo fido masterizzatore non è finita. Oggi faccio un salto in negozio e scopro che il buon Bulu, dopo aver sudato sette camicie per installare l'infernale aggeggio, si accorge di averlo pure monato al contrario.Immaginate la faccina triste del nostro avvocato che, al premere del pulsantino per l'uscita del carrello, vede cadere a terra il CD inserito precedentemente in fase di test!
Da notare che l'Homer Simpson nostrano si era pure raccomandato con Roby (il fornitore di componenti per computer) di non informarmi sull'accaduto. Vergogna!
Che dire: Grazie Bu, grazie d'esistere
E proprio quando credo che il buon vecchi Bulu abbia esaurito le sue perle d'idiozia, arriva una telefonata a smentire le mie speranze. Ne riporto il testo.Bulu: "Ciao Ciccio, disturbo?" (Inizio tipo delle telefonate del nostro educatissimo eroe)
Io: "Certo che rompi! Parla e taglia corto!" (Inizio tipo delle mie telefonate con Bulu)
[ometto una parte inutile e poco interessante della telefonata]
B: "Senti, ho un problema" (Strano...)
I: "Dimmi tutto"
B: "Sai che ho preso il masterizzatore nuovo, vero?"
I: "Sì, me l'hai detto stamattina" (Bulu si è giocato la memoria recente per abuso di fumo passivo, di quello che fa ridere, ovviamente)
B: "Ah sì...Beh, non riesco a tirar fuori il vecchio dal case! Deve essersi incastrato"
I: "Strano..."
B: "Sì, molto! Io tiro forte, ma di uscire non ne vuol sapere"
I: "Bu, ti faccio una domanda idiota: hai svitato le viti che fermano il masterizzatore?" (Conosco i miei polli)
B: "Non vedo viti..."
I: "Devi aprire il case"
B: "..." (emblematico silenzio meditativo di Bulu)
B: "Grazie Ciccio!"
I: "Prego Bulu"
CLIC
Riporto il testo integrale dell'SMS arrivatomi circa mezzora dopo la telefonata:
"Grazie della dritta. Ci sono riuscito. Grazie"
GRAZIE AL CAZZO!!!
Non ho parole...davvero non ne ho più
Penso che molti sappiano che, per arrotondare il magro stipendio mensile, il vostro affezionatissimo giri per le case del burgraviato meranese in qualità di tecnico informatico a domicilio. Gli incontri che si possono fare sono davvero eccezionali e spesso degni di essere postati. Vi voglio raccontare la mistica esperienza di oggi.Vengo chiamato a sistemare un computer e, neanche dieci minuti dopo essermi messo alla tastiera, mi viene improvvisamente chiesto se io senta un peso sopra alla testa. Vagamente preoccupato d'aver messo troppo gel mi passo la mano tra i capelli e finisco vittima dell'ilarità della committente che, spiegandomi d'avere appreso la capacità di vedere le auree, mi dice di distinguere distintamente un blocco nel mio cono di comunicazione col divino. A questo punto è lei che finisce vittima della mia ilarità. Ride e scherza con me per cinque minuti abbondanti ed io, ergendo il classico muro di scettismo, scioccamente mi illudo d'aver chiuso la parentesi mistica. A dimostrazione delle sue teorie la sciamana comincia a paventarmi davanti dozzine di libri illustrati.
FInisco il mio lavoro di tecnico e la tipa apre la porta del suo studio. In mezzo alla stanza titaneggia un lettino per massaggi. La santona mi invita a prendere posto e si offere di darmi una sistematina promozionale all'anima. Incuriosito cedo, comincio a sfilarmi la maglia e pregusto un massaggio rilassante (che, chakra o non chakra, è sempre manna dal cielo). Vengo subito ripreso ed informato che la pulizia dell'anima non prevede contatto fisico (te pareva...). Rimetto mestamente la maglietta e mi sdraio supino sul lettino. Parte la musica new age, io guardo il soffitto e la tipa si siede ai piedi del letto. Mi addormento come un pollo (e grazie al cazzo, ho un debito di sonno da far paura) e vengo svegliato dopo qualche minuto.
Sciamana: "Stai meglio?"
Io: "Sticazzi..."
S: "Ti ho sbloccato il primo charkra, così il divino riuscirà a comunicare con la madre terra e tu non ti sentirai più oppresso"
Io: "Sticazzi..."
S: "Domani la gente ti potrebbe chiedere se sei stato dal parrucchiere perchè ti percepiranno diverso"
Io: "Sticazzi..."
S: "Sei oppresso da un lutto dell'infanzia...devi fartene una ragione"
Io: "Mmmm...nessun lutto: riprova"
S: "Non è un lutto, è qualcosa di brutto di cui non riesci a capacitarti"
Io: "Me l'ha detto anche Wanna Marchi..."
S: "Ora sei un tramite tra Dio e la madre terra, vai pure!"
Signore e signori, ora ho il primo chakra liberissimo! Poi arrivo a casa e vado un po' a vedere che minchia è 'sto primo chakra e, ohibo, scopre che è ubicato proprio attaccato al buco del culo...E serviva una seduta da una sciamana per liberarmelo?
Prendo il fedele GQ, mi vado a sedere sul trono e vado a sistemare qualche ingorgo nel mio essere energetico...eccheccazzo!
Già l'immagine penso che sia sufficiente eloquente: parliamo di topi. Che poi, se si trattasse di topi, non farebbe neanche troppo schifo: parliamo di pantegane.
Inizialmente volevo mantenere una certa discrezione per quanto riguarda il luogo dell'increscioso accadimento ma, visto che ci hanno pure fatto pagare la pizza, beh, la sputtanata mi pare doverosa: pizzeria "La Bruschetta" a Merano.
Veniamo al dunque. Io, il dr. Klaus, Bulu, Anna e Roby decidiamo che è giusto aprofittare dell'assenza di Daniel (figlio di Anna e Roby), in vacanza coi nonni, per andare a farci una pizzetta e alzare qualche calice. Optiamo per la pizzeria più vicina alla casa dei coniugi "Only", che tra l'altro vanta anche fama di essere una delle migliori di Merano. Ivi veniamo fatti accomodare nella verandina semi-coperta con vista su via Roma dove, per scusarci della pessima collocazione, ci viene subito dispensato un giro di birre gentilmente offerto dalla casa. Dopo esserci saziati e aver seccato qualche altro bicchiere ha inizio l'epopea del ratto.
Inizialmente ci accorgiamo che uno dei camerieri continua insistentemente a far capolino con la testa per controllare la sala (vuota al di fuori di noi). I camerieri, in breve tempo, diventano due ed iniziano a confabulare. Poco dopo il più giovane dei due fa irruzione in sala brandendo un enorme sbranga di ferro, che credo fosse il paletto per chiudere la porta d'ingresso e, con preoccupante nonchalance, si avvicina al nostro tavolo informandoci che un topo si aggira rasente alle nostre calzature. Klaus, col tipico pragmatismo dell'ingegere, si vuole però informare sull'effettiva gravità dei fatti e chiede delucidazioni sulla grandezza del topo. Il cameriere a gesti ci informa che la bestiola non supera la spanna di lunghezza. Klaus, sempre più pragmatico, vuole sapere se l'approssimativa misura tiene conto anche della coda dell'animale; il cameriere risponde "due spanne, allora". Anna comincia a roccogliere i piedi sulla sedia ed io comincio a pensare che non fosse il piede di Bulu quello che sensualmente sfiorava il mio polpaccio durante la cena. Il cameriere, con occhio felino (e mai "felino" è stato aggettivo più calzante), stana la pantegana a nenache mezzo metro da Anna e qui sfoggia tutta la sua abilità di cacciatore impalando la preda al muro. Il ratto comincia a urlare (non squittire: URLARE), reazione più che giustificata visto che il grintoso giovincello gli aveva praticamente maciullato il costato ma, molto maleducatamente, non ne voleva sapere di morire. Vengono chiamati i rinforzi e l'animale viene finito a copli di paletta. Anna intanto assiste agghiacciata alla scena praticamente arrampicata sul tavolo. La salma viene tosto rimossa mentre uno dei camerieri si esibisce in una danza trionfale e chiedendo il cinque a a noi e ai suoi colleghi.
Facciamo una capatina alla cassa chiedendo di poter pagare, ma con la mezza certezza che le libagioni sarebbero state offerte dalla casa (mi ammazzi una portatrice di peste davanti agli occhi - cazzo - vorrai perlomeno provare a comprare il mio silenzio?). Invece no! Conto pagato per intero e storia bloggata.
Squiiiiit...chiudo!
Di fatto che il medico al pronto soccorso parlava di "poderosa insaccata". Niente fratture e legamenti intatti, indi tra due giorni tornerò a tormentare il goffo Bulu sotto canestro!
Ora basta scrivere, visto che l'ingombrante tutore non è amico della tastiera!
Sono perfettamente conscio che si tratta di un limite sciocco e irrazionale ma non ci posso fare niente: odio il raggae con tutto me stesso.Un ritmo ripetitivo e martellante che, ahime, la mie orecchie non riescono a percepire come un rumore di fondo (cosa che invece mi riesce alla perfezione con Baglioni). La Raggae music mi indispone al punto di riuscire a rovinarmi completamente la serata.
Con questo non voglio criticare i gusti musicali di nessuno, fatta esclusione per i fan di Gigi D'Alessio, ma solo condividere col mondo un profondo e radicato odio.
Se c'è da firmare una petizione per l'istituzione di un embargo musicale sulla Giamaica, io ci sono!
Bobby Solo cantava "domenica d'agosto che caldo fa...", allora qualche anima pia mi spieghi perchè a Merano ho dovuto riporre in armadio braghe corte, canotte ed infradito per rispolverare dal guardaroba autunnale jeans, camicie, scarpe e giacchetta!
Sono sempre stato un accanito sostenitore della teoria Ferrero: quando la produzione du Mon Chéry, Ferrero Roché e compagni viene sospesa, beh, allora inizia l'estate ed io semetto di usare i calzini. Una volta che le specialità cioccolatose fanno ritorno sugli scaffali del supermercato di fronte a casa, l'idea di mantarmi le spalle con un gicchina non è più così assurda.
Ieri sera la giacca si è rivelata una necessità ed oggi sono andato al Despar convinto di poter tornare a gonfiarmi la faccia di fruncoli mediante l'abuso di cioccolatini e...sticazzi! Dannazione, è stato commesso un tragico errore! Non può far così freddo!
La città, in festa oggi e domani, è invasa da turisti tedeschi che, oltre a creare ingorghi stradali degni del grande raccordo anulare romano, vagano per le vie meranesi in cerca di autoctoni coi quali lamentarsi del clima polare. Cazzo, già sto di merda di mio, ancora volete farmi sentire in colpa perchè al ritorno nelle lande del nord non potrete sfoggiare le tanto ambite spellature made in Italy?
Boh, torno deluso a studiare...
Un saluto ad un eroe dresdese d'adozione, un festaiolo categoria A+ che a brevissimo abbandonerà la Sassonia per far ritorno alle terre natie (la ridente Val di Non).
I teutonici non potranno più deliziarsi del tuo splendido tedesco con cadenza polacca, ma ora potrai insegnare agli italici come si beve la birra...una sorta di missione.
Franz, forza e coraggio! Ci siamo passati in tanti e gravi conseguenze psichiche le ha riportate solo la Vale; ma tu sei più forte, più affascinante, più virile e anche più calvo!
Respect!






