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Oggi mi ritrovo a casa di un cliente a cercare di risolvere qualche problema non ben definito con Vista, la piattaforma Microsoft che sta facendo arricchire i tecnici informatici di tutto il mondo. Tralasciamo inutili digressioni su pregi e difetti del nuovo sistema operativo e passiamo alle cose interessanti.
Un padre che l'informatichese lo mastica appena cerca di spigarmi che il computer si è misteriosamente mangiato i documenti della figlia. Voglio avviare il processo di ripristino dati ma, non sapendo cosa dover ripristinare, ritengo sia meglio interpellare direttamente la figlia, che non ho ancora avuto il piacere di vedere. E di piacere si tratta... Nel momento che varca la soglia della camera tutti i miei ormoni scattano sull'attenti. Ben vestita, truccata e col capello voluminoso ma non troppo. Scruta l'ambiente con i suoi penetranti occhi marroni dopodiché cammina con passo svelto. Si siede sulla scrivania, proprio accanto al computer, e accavalla le gambe con fare sensuale. Pensieri impuri, ma molto interessanti, invadono il mio cervello. "Se fossimo sul set di un film porno - penso - il padre se ne adrebbe dalla stanza e un sax comincerebbe a suonare". Il padre mi guarda, mi da una pacca sulla spalla ed esclama "beh, non avete più bisogno di me". A parte l'assenza ingiustificata del sax, è tutto perfetto.
La prendo larga e le spiego il problema del computer (giusto per darmi quel tono di professionalità che non guasta mai). Lei è ancora silenziosa ma mi guarda con i suoi penetranti occhi furbi; poi apre bocca, purtroppo. La voce è troppo bassa e l'italiano è dozzinale; io penso "che peccato", ma il mio testosterone fa eco rispondendo "che ti frega". Glorifico il mio testosterone e continuo come nulla fosse, faccio prima il simpatico e poi lo splendido. Lei ride, si diverte e apprezza. Metà del cervello è impegnata nella stesura di un film hard, l'altra è concentrata alla risoluzione dei problemi informatici. "Può essere un virus ad aver causato tutto questo?" mi chiede. "Beh, potrebbe essere un trojan" rispondo io con tono e fare sicuro. La risatina che segue la mia affermazione mi ricorda allarmantemente il ghignetto che il buon Marco Brogiato ci dona ogni qual volta venga pronunciata la parola "pisello" in sua presenza. "Trojan...fa ridere" dice lei. "Beh, deriva dal cavallo di Troia" asserisco io. Il suo sguardo diventa assente e io mi preoccupo. "Ahhh, il cavallo dei greci con dentro la gente". Ne parla come se si trattasse di uno stilosissimo autobus di legno, ed io continuo a preoccuparmi. Mi trovo eticamente costretto a fare la domanda "Giulia, quanti anni hai?". Lei ci pensa un po' e risponde "Sedici" (in lettere fa ancora più male).
Impatto con garbo, e poi mi sento come il prof. Humbert Humbert, (vedi Lolita) ma con qualche scrupolo morale in più. Se dice 16 probabilmente ne ha 15 (dato poi confermato): poco più della metà dei miei anni. I film che ho in testa passano da porno a erotico, poi a "film per tutti" ed infine qualcosa di molto vicino ad "Harry Potter", e tutto in meno di 2 secondi.
Finisco il lavoro con fare amareggiato, incasso, saluto, vado a casa e mi sento sporco.
Cito il prof. Tex:
Com'è che, quando avevamo 15 anni noi, le ragazze erano dei boiler informi e malvestiti e adesso sembrano appena scese dalla passerella di Victoria's Secret?
Sono amereggiato...chiudo.
Un padre che l'informatichese lo mastica appena cerca di spigarmi che il computer si è misteriosamente mangiato i documenti della figlia. Voglio avviare il processo di ripristino dati ma, non sapendo cosa dover ripristinare, ritengo sia meglio interpellare direttamente la figlia, che non ho ancora avuto il piacere di vedere. E di piacere si tratta... Nel momento che varca la soglia della camera tutti i miei ormoni scattano sull'attenti. Ben vestita, truccata e col capello voluminoso ma non troppo. Scruta l'ambiente con i suoi penetranti occhi marroni dopodiché cammina con passo svelto. Si siede sulla scrivania, proprio accanto al computer, e accavalla le gambe con fare sensuale. Pensieri impuri, ma molto interessanti, invadono il mio cervello. "Se fossimo sul set di un film porno - penso - il padre se ne adrebbe dalla stanza e un sax comincerebbe a suonare". Il padre mi guarda, mi da una pacca sulla spalla ed esclama "beh, non avete più bisogno di me". A parte l'assenza ingiustificata del sax, è tutto perfetto.
La prendo larga e le spiego il problema del computer (giusto per darmi quel tono di professionalità che non guasta mai). Lei è ancora silenziosa ma mi guarda con i suoi penetranti occhi furbi; poi apre bocca, purtroppo. La voce è troppo bassa e l'italiano è dozzinale; io penso "che peccato", ma il mio testosterone fa eco rispondendo "che ti frega". Glorifico il mio testosterone e continuo come nulla fosse, faccio prima il simpatico e poi lo splendido. Lei ride, si diverte e apprezza. Metà del cervello è impegnata nella stesura di un film hard, l'altra è concentrata alla risoluzione dei problemi informatici. "Può essere un virus ad aver causato tutto questo?" mi chiede. "Beh, potrebbe essere un trojan" rispondo io con tono e fare sicuro. La risatina che segue la mia affermazione mi ricorda allarmantemente il ghignetto che il buon Marco Brogiato ci dona ogni qual volta venga pronunciata la parola "pisello" in sua presenza. "Trojan...fa ridere" dice lei. "Beh, deriva dal cavallo di Troia" asserisco io. Il suo sguardo diventa assente e io mi preoccupo. "Ahhh, il cavallo dei greci con dentro la gente". Ne parla come se si trattasse di uno stilosissimo autobus di legno, ed io continuo a preoccuparmi. Mi trovo eticamente costretto a fare la domanda "Giulia, quanti anni hai?". Lei ci pensa un po' e risponde "Sedici" (in lettere fa ancora più male).
Impatto con garbo, e poi mi sento come il prof. Humbert Humbert, (vedi Lolita) ma con qualche scrupolo morale in più. Se dice 16 probabilmente ne ha 15 (dato poi confermato): poco più della metà dei miei anni. I film che ho in testa passano da porno a erotico, poi a "film per tutti" ed infine qualcosa di molto vicino ad "Harry Potter", e tutto in meno di 2 secondi.
Finisco il lavoro con fare amareggiato, incasso, saluto, vado a casa e mi sento sporco.
Cito il prof. Tex:
Com'è che, quando avevamo 15 anni noi, le ragazze erano dei boiler informi e malvestiti e adesso sembrano appena scese dalla passerella di Victoria's Secret?
Sono amereggiato...chiudo.
Etichette: Mio caro diario, Profondo disgusto
Tanti sono i quesiti ai quali non riesco a dare risposta, ma quello che mi assilla in questo momento è "perché a settembre tutti vogliono i miei soldi?".
Rientro a casa dopo una mattinata di lavoro e mi trovo un sacco di posta sulla scrivania. Il fatto di non avere amici di penna mi fa subito intuire che la mia quasi-sicurezza finanziaria stia per essere drasticamente compromessa.
Ma vediamo un po' chi mi ha scritto:
Rientro a casa dopo una mattinata di lavoro e mi trovo un sacco di posta sulla scrivania. Il fatto di non avere amici di penna mi fa subito intuire che la mia quasi-sicurezza finanziaria stia per essere drasticamente compromessa.
Ma vediamo un po' chi mi ha scritto:
- Università degli Studi di Trento. Vogliono la retta anche quest'anno; e io che speravo che dopo tanti anni di onorata carriera accademica qualcuno mi proponesse una tariffa flat.
- Broker assicurativo. Vogliono i soldi delle assicurazioni di macchina e motorino. Li vogliono affinché io possa dormire sonni tranquilli, ma io non dormo al pensiero dei soldi che devo sborsare. E se invece del vil danaro mandassi una lettera scritta di mio pugno e con bella grafia recante la promessa solenne "Giuro che sto attentissimo"?
- VISA. In sintesi il messaggio riportato è questo "Ti ricordi i soldi che t'abbiamo prestato? Ecco, ce li siamo ripresi con gli interessi". Usurai!
- Comune di Giacciano con Baruchella (RO). Tania ed Eleonora lavorano all'aperto. Tania ed Eleonora non fanno un lavoro onorevole. Tania ed Eleonora stanno giorno e notte sul ciglio della strada ed attendono che passi qualcuno. Tania ed Eleonora probabilmente sono due persone tristi. Tania ed Eleonora sono forse meretrici? Quasi! Tania ed Eleonora sono due dannate vigilesse. Tania ed Eleonora hanno chiesto ad Ilenia di mandarmi una letterina. Da me Ilenia vuole 163,00 € per aver superato di 15 km/h il limite consentito. Tania, Eleonora, Ilenia e tutti gli altri 2.252 abitanti di Giacciano: andate a farvi fottere!
Vendo rene caucasico (0RH+) quasi nuovo. Ottimo stato.
Revisionato 6/2005. Telefonare a ore pasti. No perditempo.
Beh, potrebbe andar peggio: c'è chi si sposa...
Revisionato 6/2005. Telefonare a ore pasti. No perditempo.
Beh, potrebbe andar peggio: c'è chi si sposa...
Etichette: Profondo disgusto
Capisco che sia estate e che solo l'idea di lavorare possa far lacrimare le ascelle ma, dannazione, se proprio capita di venire incastrati in ufficio a qualche giorno da ferragosto, sarebbe duopo perlomeno simulare un po' di sana dedizione.
9 agosto 2007. Vengo chiamato nel pomeriggio dalla responsabile della FIN per andare a ritirare dei documenti. Con tono acido mi invita a presentarmi la mattina dopo per poter finalmente chiudere delle pratiche.
10 agosto 2007. Alle 7.30 mi trascino fuori dal letto e striscio con verve mattiniera verso il bagno. L'idea di guidare fino a Bolzano mi schifa alquanto ma, purtroppo, è inevitabile. Con l'occhio socchiuso e la lente scura che cela le caccoline mi ritrovo in macchina.
Arrivo alle alle 8.42, ma l'ingresso dello stabile è curiosamente chiuso. Comincio a danzare sotto alla fotocellula nella speranza che la porta si apra: niente di fatto. Impreco, sopratutto quando realizzo che alle 10.00 devo essere a Merano per lavoro e che potrei essere ancora beatamente supino sul letto. Mi attacco al citofono e comincio a suonare tutti i campanelli: non vi è replica. Provo anche a telefonare all'ufficio, ma anche in questo caso non ottengo uno straccio di risposta.
Ore 9.08. Un apparentemente distinto uomo di mezza età appare da dietro all'angolo dell'edificio e punta sicuro e disinvolto il portone. Una volta preso atto del guasto all'apertura automatica, tira fuori dalla tasca un mazzo di chiavi e apre l'invarcabile adito. Dopo due giuste e ponderatissime bestemmie mi invita gentilmente ad entrare. Seguo il mio salvatore e punto determinato il primo piano con l'idea di bivaccare sulla soglia dell'ufficio fintanto che non fosse arrivata la responsabile della FIN. Con grande stupore trovo la porta dell'ufficio aperta. Irrompo nella stanza dove vengo accolto con freddezza. Con tono spocchioso e scocciato (imitando dunque Mastro Brogiato) faccio notare che da oltre 20 minuti sono sotto che aspetto davanti ad una porta chiusa e che avrò suonato una ventina di volte il campanello. La tipa (secca, sulla cinquantina e con la voce bassa) alza un sopracciglio e con un tono indifferente mi fa "Ah, pensavo fosse uno scocciatore". "Mi deve scusare - continua l'impiegata modello - ma stavo giocando a solitario".
Ci rimango di merda e non so cosa rispondere. Avevo pronta una discreta collezione di repliche caustiche alle tipiche giustificazioni. Penso "Cosa farebbe Brogiato se fosse al mio posto?", provo ad atteggiarmi ma qualche freddura e due velate minacce non la tangono minimamente. Pago e me ne vado con l'odio che mi corrompe l'anima.
Ore 10.00. Sfogo la mia rabbia su una povera signora di 75 anni alla quale impartisco lezioni di nuoto. Lei quasi piange e io mi sento merda. E tutto per colpa di quella stronza impertinente.
9 agosto 2007. Vengo chiamato nel pomeriggio dalla responsabile della FIN per andare a ritirare dei documenti. Con tono acido mi invita a presentarmi la mattina dopo per poter finalmente chiudere delle pratiche.
10 agosto 2007. Alle 7.30 mi trascino fuori dal letto e striscio con verve mattiniera verso il bagno. L'idea di guidare fino a Bolzano mi schifa alquanto ma, purtroppo, è inevitabile. Con l'occhio socchiuso e la lente scura che cela le caccoline mi ritrovo in macchina.
Arrivo alle alle 8.42, ma l'ingresso dello stabile è curiosamente chiuso. Comincio a danzare sotto alla fotocellula nella speranza che la porta si apra: niente di fatto. Impreco, sopratutto quando realizzo che alle 10.00 devo essere a Merano per lavoro e che potrei essere ancora beatamente supino sul letto. Mi attacco al citofono e comincio a suonare tutti i campanelli: non vi è replica. Provo anche a telefonare all'ufficio, ma anche in questo caso non ottengo uno straccio di risposta.
Ore 9.08. Un apparentemente distinto uomo di mezza età appare da dietro all'angolo dell'edificio e punta sicuro e disinvolto il portone. Una volta preso atto del guasto all'apertura automatica, tira fuori dalla tasca un mazzo di chiavi e apre l'invarcabile adito. Dopo due giuste e ponderatissime bestemmie mi invita gentilmente ad entrare. Seguo il mio salvatore e punto determinato il primo piano con l'idea di bivaccare sulla soglia dell'ufficio fintanto che non fosse arrivata la responsabile della FIN. Con grande stupore trovo la porta dell'ufficio aperta. Irrompo nella stanza dove vengo accolto con freddezza. Con tono spocchioso e scocciato (imitando dunque Mastro Brogiato) faccio notare che da oltre 20 minuti sono sotto che aspetto davanti ad una porta chiusa e che avrò suonato una ventina di volte il campanello. La tipa (secca, sulla cinquantina e con la voce bassa) alza un sopracciglio e con un tono indifferente mi fa "Ah, pensavo fosse uno scocciatore". "Mi deve scusare - continua l'impiegata modello - ma stavo giocando a solitario".
Ci rimango di merda e non so cosa rispondere. Avevo pronta una discreta collezione di repliche caustiche alle tipiche giustificazioni. Penso "Cosa farebbe Brogiato se fosse al mio posto?", provo ad atteggiarmi ma qualche freddura e due velate minacce non la tangono minimamente. Pago e me ne vado con l'odio che mi corrompe l'anima.
Ore 10.00. Sfogo la mia rabbia su una povera signora di 75 anni alla quale impartisco lezioni di nuoto. Lei quasi piange e io mi sento merda. E tutto per colpa di quella stronza impertinente.
Etichette: Experience Ciccio, Profondo disgusto
Non oso immaginare quanto possa essere difficile fare il padre di una teenager nel 2007.Concepisco questo pensiero estivo riflettendo sugli accadimenti riminesi di ieri pomeriggio (sì, perchè stamattina, cari tutti i miei lettori, me ne stavo ancora felicemente spaparanzato sotto il sole della riviera).
Cazzeggiando amabilmente in spiaggia col caro Klaus, che non smetterò mai di ringraziare per avermi concesso ospitalità incondizionata nella sua magione in zona San Giuliano, sento che il mio Karma è disturbato dagli inutili discorsi telefonici di una quattordicenne/cetaceo, arenatasi a pochi passi da me. Qualche colpo ben'assestato di mojito ghiacciato, coniugato ai 30 invidiabilissimi gradi romagnoli, fa sì che il chiacchiericcio futile della bambinetta diventi un ignorabile rumore di fondo.
Ore 18.15: opto per farmi l'ultimo tuffo in mare (stranamente limpido). Entro in acqua fino ad alle ginocchia e torno a sentire la dannata vocina. Mi giro a dritta (essendo in mare ed avendo io le dimensioni di un piccolo natante, mi sembrerebbe inappropriato parlare volgarmente di "destra") e lei è lì, presissima da una chiamata con la migliora amica di turno. Non faccio a tempo a finire di pormi l'amletico quesito "Ma che minchia ci fa questa col cellulare in acqua?", che vedo sopraggiungere il padre della piccina. Riporto il dialogo (immaginatevelo in romanaccio e tutto infarcito di splendide imprecazioni e bestemmie):
Padre: "Ma porca puttana, che cazzo ce fai cor cellulare in acqua?"
Figlia: "Mmm...Aridaje"
Padre: "Te porto al mare e tu passi le giornate al telefono con quelle quattro fregone, a 'sto punto te lasciavo a casa ce risparmiavo pure"
Figlia: "Eh dai pa', non vedi che stò ar telefono?"
Padre: "Se lo vedo? Non stai a fa' artro! Te faccio notare poi, bella mia, che le tue chiamate del cazzo le pago io!"
A questo punto la replica della figlia rasenta il geniale.
Figlia: "Papà, - pronunciato con faccia scazzatissima - non infartare, c'ho le vitamine"
Dopo qualche secondo di ragionameno giungo alla conclusione che la giovincella si sta riferendo alle "vitamine" della TIM, una sorta di costo fisso giornaliero che permette di effettuare tutte le chiamate della giornata verso un gruppo di amici (Tribù) senza ulteriori spese. Io a questa conclusione ci arrivo, il padre, evidentemente, no!
Provate ad immaginare la faccia del povero genitore dopo che si sente rispondere in codice e con sufficienza dal frutto dei suoi lombi. Una raffica terrificante di improperi accompagna la ritirata verso la spiaggia dello sconsolato padre che, visto che c'è, dispensa un sincero fanculo anche alla moglie e vira in direzione bar a farsi una birra.
Penso a quanto sia difficile essere padre di una figlia saccente e teledipendente, penso anche a Jason, poi faccio spallucce e mi inabisso.
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Quelle splendide, indimenticabili, giornate di merda.
Mi corico alle 4.00 per finire un dannato sito internet su cui sto lavorando. Mi sveglio in extremis alle 9.30 per arrivare al lavoro alle 10.00. Mi annoio a morte fino alle 13.00, vado a mangiare e mi ributto davanti al computer per risolvere quelli che speravo fossero gli ultimi problemini.
Bestemmio fino alle 17.20 e poi vado di corsa in Accademia a lavorare. Strada facendo mi imbatto in un alcolista d'età avanzata, sdraiato in mezzo alla carreggiata, che litiga con la propria scarpa destra. Questo cerca di alzarsi e rovina al suolo scorticandosi mani e braccia. Prima che mi muoia davanti agli occhi, buttandosi di testa sullo spigolo del marciapiede, decido di fare il bravo cittadino, di trascinarlo sul ciglio della strada e di chiamare il 118. Dopo venti minuti passati ad osservare il mio nuovo superamico che si brucia i polpastrelli tenendo una sigaretta per la punta, arriva l'ambulanza capitanata, pensa un po' il caso, dal buon Nello. Caricato il molesto ubriacone sul carro bestiame e ovviato il problema del "che cazzo ne facciamo del cane del tipo?" (sì, perchè il dionisiaco figuro era pure scortato da un pastore tedesco), mi presento al lavoro con una giustificatissima quarantina di minuti di ritardo.
Mi siedo alla scrivania ma, sorpresa, mi viene chiesto di dare una mano a fare un lavoretto manuale vecchio stile. Il lavoretto in questione, che mi viene descritto come "una robina da 20 minuti", consiste nel fissare degli spunzoni anti-piccioni (spero d'aver reso l'idea) sotto al tetto del gazebo in terrazzo. Salgo sulla scala a pioli (3 metri d'altezza) che titaneggia sul terrazzo del primo piano (2 metri d'altezza), con il sentore che, sempre sopravvivendo all'eventuale volo di 5 metri, il "lavoretto" non si concluderà nei 20 minutini predetti. Mi trovo dunque felicemente intento a: scrostare merda di piccione, demolire due nidi (con tanto di 4 uova), caravetrare e incollare (sia benedetta la colla "mille chiodi") per più di due ore. Finito il mio lavoro di manovalanza trascorro pure un'oretta a fare lavoro di segreteria. Esco dall'Accademia alle 21.30.
Mangio e mi rimetto al computer per finire il fottutissimo sito. Ore 00.14: l'apocalisse. Il sito non risponde più alla mia volontà, opta per il libero arbitrio e decide che non è più il caso di funzionare. Perdo 2 ore a cercare una soluzione sulla rete, ma mi rendo conto d'essere un precursore e che un problema del genere non si sia mai visto. Scrivo una mail implorante all'amministratore del server, chiedendo di recuperare i file del portale da un backup (con la tragica consapevolezza d'aver perso tutto il lavoro fatto oggi).
Potevo andare a letto o appendermi per il collo al lampadario. Ho optato per postare e defenestrarmi in sogno in un secondo, onirico, momento.
Sono le 3.00, affanculo a tut le monde!
Mi corico alle 4.00 per finire un dannato sito internet su cui sto lavorando. Mi sveglio in extremis alle 9.30 per arrivare al lavoro alle 10.00. Mi annoio a morte fino alle 13.00, vado a mangiare e mi ributto davanti al computer per risolvere quelli che speravo fossero gli ultimi problemini.
Bestemmio fino alle 17.20 e poi vado di corsa in Accademia a lavorare. Strada facendo mi imbatto in un alcolista d'età avanzata, sdraiato in mezzo alla carreggiata, che litiga con la propria scarpa destra. Questo cerca di alzarsi e rovina al suolo scorticandosi mani e braccia. Prima che mi muoia davanti agli occhi, buttandosi di testa sullo spigolo del marciapiede, decido di fare il bravo cittadino, di trascinarlo sul ciglio della strada e di chiamare il 118. Dopo venti minuti passati ad osservare il mio nuovo superamico che si brucia i polpastrelli tenendo una sigaretta per la punta, arriva l'ambulanza capitanata, pensa un po' il caso, dal buon Nello. Caricato il molesto ubriacone sul carro bestiame e ovviato il problema del "che cazzo ne facciamo del cane del tipo?" (sì, perchè il dionisiaco figuro era pure scortato da un pastore tedesco), mi presento al lavoro con una giustificatissima quarantina di minuti di ritardo.
Mi siedo alla scrivania ma, sorpresa, mi viene chiesto di dare una mano a fare un lavoretto manuale vecchio stile. Il lavoretto in questione, che mi viene descritto come "una robina da 20 minuti", consiste nel fissare degli spunzoni anti-piccioni (spero d'aver reso l'idea) sotto al tetto del gazebo in terrazzo. Salgo sulla scala a pioli (3 metri d'altezza) che titaneggia sul terrazzo del primo piano (2 metri d'altezza), con il sentore che, sempre sopravvivendo all'eventuale volo di 5 metri, il "lavoretto" non si concluderà nei 20 minutini predetti. Mi trovo dunque felicemente intento a: scrostare merda di piccione, demolire due nidi (con tanto di 4 uova), caravetrare e incollare (sia benedetta la colla "mille chiodi") per più di due ore. Finito il mio lavoro di manovalanza trascorro pure un'oretta a fare lavoro di segreteria. Esco dall'Accademia alle 21.30.
Mangio e mi rimetto al computer per finire il fottutissimo sito. Ore 00.14: l'apocalisse. Il sito non risponde più alla mia volontà, opta per il libero arbitrio e decide che non è più il caso di funzionare. Perdo 2 ore a cercare una soluzione sulla rete, ma mi rendo conto d'essere un precursore e che un problema del genere non si sia mai visto. Scrivo una mail implorante all'amministratore del server, chiedendo di recuperare i file del portale da un backup (con la tragica consapevolezza d'aver perso tutto il lavoro fatto oggi).
Potevo andare a letto o appendermi per il collo al lampadario. Ho optato per postare e defenestrarmi in sogno in un secondo, onirico, momento.
Sono le 3.00, affanculo a tut le monde!
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Alle ore 7.06 del 4 giugno 2007 il mio cellulare inizia a squillare. Quattro squilli furiosi, bastanti a tirarmi giù dal letto bestemmiante, nessuna risposta. Sul display il nome del mio arcinemico di oggi: Luca Maria Caldarelli. Le cause di questo ignobile gesto rimangono oscure, la mia cieca e iraconda vendetta sarà terribile.
Etichette: Profondo disgusto
Merano. Il titolo parla chiaro: un altra vittima dell'alcolismo nella nostra bella Merano.
Ieri DB (detto Bosh) è riuscito a superare brillantemente l'esame per Assistente Bagnanti. Naturale l'entusiasmo e la voglia di festeggiare. Raggiunge alcuni amici per un innocente brindisi, ma la serata prende una brutta piega.
Ore 23.32, DB e altri 3 giovani meranesi si recano in città per il bicchiere della staffa. Il clima è goliardico; nessuno pensa che la tragedia possa essere dietro l'angolo. Un ultima, letale Williams. DB comincia a rigettare succhi gastrici. L'ultima frase pronunciata - dicono i testimoni - fu un fiero "Se questo è sbocco...". Un passo all'indietro, quasi un salto verso l'ignoto. Il rigetto diventa copioso, il giovane crolla a terra. Si chiude il sipario.
Pronti i rilievi della polizia scientifica. L'autopsia chiarirà le cause del decesso. Si cercano i testimoni chiave, quelli che dovevano essere i grandi amici, ma sembra che questi si vogliano sottrarre alla giustizia chiedendo asilo in Olanda.
Ieri DB (detto Bosh) è riuscito a superare brillantemente l'esame per Assistente Bagnanti. Naturale l'entusiasmo e la voglia di festeggiare. Raggiunge alcuni amici per un innocente brindisi, ma la serata prende una brutta piega.
Ore 23.32, DB e altri 3 giovani meranesi si recano in città per il bicchiere della staffa. Il clima è goliardico; nessuno pensa che la tragedia possa essere dietro l'angolo. Un ultima, letale Williams. DB comincia a rigettare succhi gastrici. L'ultima frase pronunciata - dicono i testimoni - fu un fiero "Se questo è sbocco...". Un passo all'indietro, quasi un salto verso l'ignoto. Il rigetto diventa copioso, il giovane crolla a terra. Si chiude il sipario.
Pronti i rilievi della polizia scientifica. L'autopsia chiarirà le cause del decesso. Si cercano i testimoni chiave, quelli che dovevano essere i grandi amici, ma sembra che questi si vogliano sottrarre alla giustizia chiedendo asilo in Olanda.
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Chiedo scusa a tutti per questa mia ingiustifica latitanza dall'universo dei blog. La bulite, da cui ero affetto, è un brutto ricordo. Ringrazio Tex per la solidarietà offertami, Bosh per la sua preziosa posizione di antitesi a "faro della salvezza", Fragolina per essermi stata virtualmente accanto e un ringraziamento particolare a Staccu per aver creduto in me ed avermi spronato a tornare a postare.
Cominciamo.
Ciao, mi chiamo Paolo ho 27 anni e da circa 4 anni mi ripropongo di laurearmi "a breve". Non mi sento vecchio, sono gli altri che provano a farmici sentire (Gnaz si è sposato e c'è chi segue il suo esempio: http://xoomer.alice.it/lisaecarlosposi). Ero presente ed allegramente ebbro a tutti gli eventi che hanno avuto luogo nei dintorni del meranese e che sono stati brillantemente descritti nei blog da me linkati. Sono uno degli ideatori del manifesto del Landmann's Lifestyle, primo custo del sacro braciere, feroce maestro di toga, inventore del sistema "Toga per giovani disagiati" (segreto che svelerò prossimamente agli abitanti del villaggio globale) e del Jack&Cola con Chupa Chups.
Ciao, mi chiamo Paolo e rido di gusto alle campagne americane che cercano di convincere i giovani a praticare la più ascetica delle astinenze (iniziativa che, grazie a Dio, si sta rivelando fallimentare). Sono cresciuto col mito dei toga party americani, di Fonzie che si bombava le gemelle Tuscadero a Sandwich, di Pipino, Wendy, Pilone e degli altri amici di Porkys e, in tempi più recenti, dei giovani teenager che seducono le torte di mele.
Ciao, mi chiamo Paolo, non mi astengo, fumo e in macchina ho sempre un pacchetto di TicTac. Sarò mica un edonista?
Cominciamo.
Ciao, mi chiamo Paolo ho 27 anni e da circa 4 anni mi ripropongo di laurearmi "a breve". Non mi sento vecchio, sono gli altri che provano a farmici sentire (Gnaz si è sposato e c'è chi segue il suo esempio: http://xoomer.alice.it/lisaecarlosposi). Ero presente ed allegramente ebbro a tutti gli eventi che hanno avuto luogo nei dintorni del meranese e che sono stati brillantemente descritti nei blog da me linkati. Sono uno degli ideatori del manifesto del Landmann's Lifestyle, primo custo del sacro braciere, feroce maestro di toga, inventore del sistema "Toga per giovani disagiati" (segreto che svelerò prossimamente agli abitanti del villaggio globale) e del Jack&Cola con Chupa Chups.
Ciao, mi chiamo Paolo e rido di gusto alle campagne americane che cercano di convincere i giovani a praticare la più ascetica delle astinenze (iniziativa che, grazie a Dio, si sta rivelando fallimentare). Sono cresciuto col mito dei toga party americani, di Fonzie che si bombava le gemelle Tuscadero a Sandwich, di Pipino, Wendy, Pilone e degli altri amici di Porkys e, in tempi più recenti, dei giovani teenager che seducono le torte di mele.
Ciao, mi chiamo Paolo, non mi astengo, fumo e in macchina ho sempre un pacchetto di TicTac. Sarò mica un edonista?
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Quando la bellezza è una maledizione...Giusto la scorsa settimana Mr. Locusta, giocando a basket, ha cercato di eliminare Zorba intervenendo di fino su una palla veloce, che ha colpito in pieno il naso del Costantino delle Alpi. Il Locusta ha chiaramente cercato di mascherare il chiaro attentato come un incidente di gioco e, non pago dell'atto di vigliaccheria, ha cercato di chiudere il discorso con un'uscita del calibro di "Ma se ha un autobus parcheggiato in faccia, non è certo colpa mia se piglia le pallonate". In un secondo tempo ha poi confessato di "voler distruggere qualcosa di bello" (Citazione, tra l'altro, dal Film Fight Club; NDR).
Speravamo tutti di non dover più assistere a scene del genere ma, proprio oggi, un nuovo gesto di feroce invidia ha seriamente compromesso la carriera di "bello, bello in modo assurdo" di Tex.
Mr. Evil (preferisco celarne la vera identità, non si tratta comunque del Locusta) ha sempre guardato Tex con quell'aria sinistra del tipo "vorrei ma non posso" e poche ore fa ha dato sfogo ai sentimenti repressi colpendo vigliaccamente il Bellissimo con un preciso colpo di nuca all'occhio. A dir poco tragiche le conseguenze. L'arcata sopraciliare di Tex ha assunto dimensioni grottesche, deturpando così quello che la rivista People ritiene il terzo volto più affascinante del mondo (dopo Paul Newman da giovane e Adriano Celentano). Guenther Januth, sindaco di Merano, ha immediatamente diramato l'ordine di chiusura a tutti gli stand del mercatino natalizio, dichiarando "Non c'è proprio nulla da festeggiare".
Nella speranza che tutto finisca per il meglio, voglio ricordare Zorba mentre varca la sua prima passerella, splendidamente mantato di pelle presso il Motorshop Bertan.
Le ferite svaniscono e le donne amano le cicatrici...
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Si tratta allora di un post dedicato a Samuel L. Jackson? No. Si tratta di un post dedicato al pessimo film Unbreakable? No. Si tratta invece di un post dedicato all'uomo di vetro, personaggio interpretato dal suddetto attore nel suddetto film. Un pover'uomo...bastava guardarlo male e questo si fratturava. Ma nel mondo reale può esistere una persona del gnere? Ma certamente! Esiste e vive a Merano e, guarda caso, è proprio il più gettonato del mio blog: Bulu!Martedì scorso siamo andati a giocare a Basket e, a fine partita, il nostro affezionatissimo accusava un lieve dolore al torace. Riporto integralmente il testo delll'SMS, firmato Bulu, giuntomi il giorno dopo:
Dopo eroica resistenza il soldato Bulu soccombe al nemico STOP
Due costole incrinate e contusione al diaframma STOP
Tre settimane di prognosi STOP
Analgesici STOP
Bulu, ogni tuo male è un sorriso sulle labbra d'un bambino triste...persevera!
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