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Oggi ho trascorso l'intera giornata a casa giocando a fare il bravo studente. Visto che era da parecchio che non riuscivo a dedicarmi interamente allo studio, mi sono trovato leggermente fuori fase. Il mio cervello, però, ha reagito sorprendentemente bene ma, come tutti ben sanno, allo studio bisogna alternare qualche minuto di svago. Ho pensato allora di uniformarmi ai giovani studenti di oggi e di dare una chance a facebook, del quale sono un passivo titolare di un account da circa un anno. In questo lungo lasso di tempo penso che il mio numero totale di accessi al Social network sia computabile sulle dita di una mano; due per farla da ottimisti. Il mio scetticismo, condiviso peraltro da altri, si fondava sulla violazione della privacy e su altri classici stereotipi etici (com'è che in facebook mi chiedi l'amicizia e per strada cerchi di tirarmi sotto con la macchina?). Accantonate le riserve iniziali mi ci sono buttato con puerile curiosità. Non ho voluto interagire con gli altri utenti, nessun messaggio in bacheca, nessuna comunicazione privata, nulla; sono rimasto semplicemente in un angolo a curiosare. Ora, dall'alto della mia reale esperienza di utente facebook, posso finalmente asserire quanto segue.
Si tratta della più insensata perdita di tempo alla quale abbia mai partecipato. Una fiera di stronzate sgrammaticate, di informazioni totalmente inutili (quale dei cavalieri dello zodiaco rappresenta meglio la mia personalità? Bah!) e di orgie di vocali superflue ("ciao" scritti con 12 "o"; ma perchè?). Inutile aggiungere quanto sia enorme il potenziale di facebook e di come esso venga sfruttato male (altro discorso da bar dello sport), il risultato finale è che in 30 minuti di attenta navigazione le uniche informazione rimastemi sono che c'è festa al Rise di Bolzano (Fabio, hai rotto i coglioni!) e che molti miei amici si sono svegliati, hanno mangiato, sono andati di corpo, mangeranno e andranno a letto. Dopo essere giunto a questa colclusione ho chiuso definitivamente l'account e sono tornato a postare.
Un blog, in qualche modo, ti stimola a scrivere un testo che possa definirsi tale (punteggiatura compresa). Non dico che quanto abbia scritto nella mia carriera di blogger possa essere mai venuto seriamente utile a qualcuno, ma perlomeno è frutto di una reale intenzione. La filosofia del blog è semplice: se ho voglia di scrivere, scrivo.
Un lungo preambolo per annunciare che ho intenzione di riprendere in mano la mia pagina personale e che da domani tornerò a raccontarvi quello che mi passa per la testa realmente, sinceramente.
Baciamo le mani!
Etichette: Mio caro diario
Oggi mi ritrovo a casa di un cliente a cercare di risolvere qualche problema non ben definito con Vista, la piattaforma Microsoft che sta facendo arricchire i tecnici informatici di tutto il mondo. Tralasciamo inutili digressioni su pregi e difetti del nuovo sistema operativo e passiamo alle cose interessanti.
Un padre che l'informatichese lo mastica appena cerca di spigarmi che il computer si è misteriosamente mangiato i documenti della figlia. Voglio avviare il processo di ripristino dati ma, non sapendo cosa dover ripristinare, ritengo sia meglio interpellare direttamente la figlia, che non ho ancora avuto il piacere di vedere. E di piacere si tratta... Nel momento che varca la soglia della camera tutti i miei ormoni scattano sull'attenti. Ben vestita, truccata e col capello voluminoso ma non troppo. Scruta l'ambiente con i suoi penetranti occhi marroni dopodiché cammina con passo svelto. Si siede sulla scrivania, proprio accanto al computer, e accavalla le gambe con fare sensuale. Pensieri impuri, ma molto interessanti, invadono il mio cervello. "Se fossimo sul set di un film porno - penso - il padre se ne adrebbe dalla stanza e un sax comincerebbe a suonare". Il padre mi guarda, mi da una pacca sulla spalla ed esclama "beh, non avete più bisogno di me". A parte l'assenza ingiustificata del sax, è tutto perfetto.
La prendo larga e le spiego il problema del computer (giusto per darmi quel tono di professionalità che non guasta mai). Lei è ancora silenziosa ma mi guarda con i suoi penetranti occhi furbi; poi apre bocca, purtroppo. La voce è troppo bassa e l'italiano è dozzinale; io penso "che peccato", ma il mio testosterone fa eco rispondendo "che ti frega". Glorifico il mio testosterone e continuo come nulla fosse, faccio prima il simpatico e poi lo splendido. Lei ride, si diverte e apprezza. Metà del cervello è impegnata nella stesura di un film hard, l'altra è concentrata alla risoluzione dei problemi informatici. "Può essere un virus ad aver causato tutto questo?" mi chiede. "Beh, potrebbe essere un trojan" rispondo io con tono e fare sicuro. La risatina che segue la mia affermazione mi ricorda allarmantemente il ghignetto che il buon Marco Brogiato ci dona ogni qual volta venga pronunciata la parola "pisello" in sua presenza. "Trojan...fa ridere" dice lei. "Beh, deriva dal cavallo di Troia" asserisco io. Il suo sguardo diventa assente e io mi preoccupo. "Ahhh, il cavallo dei greci con dentro la gente". Ne parla come se si trattasse di uno stilosissimo autobus di legno, ed io continuo a preoccuparmi. Mi trovo eticamente costretto a fare la domanda "Giulia, quanti anni hai?". Lei ci pensa un po' e risponde "Sedici" (in lettere fa ancora più male).
Impatto con garbo, e poi mi sento come il prof. Humbert Humbert, (vedi Lolita) ma con qualche scrupolo morale in più. Se dice 16 probabilmente ne ha 15 (dato poi confermato): poco più della metà dei miei anni. I film che ho in testa passano da porno a erotico, poi a "film per tutti" ed infine qualcosa di molto vicino ad "Harry Potter", e tutto in meno di 2 secondi.
Finisco il lavoro con fare amareggiato, incasso, saluto, vado a casa e mi sento sporco.
Cito il prof. Tex:
Com'è che, quando avevamo 15 anni noi, le ragazze erano dei boiler informi e malvestiti e adesso sembrano appena scese dalla passerella di Victoria's Secret?
Sono amereggiato...chiudo.
Un padre che l'informatichese lo mastica appena cerca di spigarmi che il computer si è misteriosamente mangiato i documenti della figlia. Voglio avviare il processo di ripristino dati ma, non sapendo cosa dover ripristinare, ritengo sia meglio interpellare direttamente la figlia, che non ho ancora avuto il piacere di vedere. E di piacere si tratta... Nel momento che varca la soglia della camera tutti i miei ormoni scattano sull'attenti. Ben vestita, truccata e col capello voluminoso ma non troppo. Scruta l'ambiente con i suoi penetranti occhi marroni dopodiché cammina con passo svelto. Si siede sulla scrivania, proprio accanto al computer, e accavalla le gambe con fare sensuale. Pensieri impuri, ma molto interessanti, invadono il mio cervello. "Se fossimo sul set di un film porno - penso - il padre se ne adrebbe dalla stanza e un sax comincerebbe a suonare". Il padre mi guarda, mi da una pacca sulla spalla ed esclama "beh, non avete più bisogno di me". A parte l'assenza ingiustificata del sax, è tutto perfetto.
La prendo larga e le spiego il problema del computer (giusto per darmi quel tono di professionalità che non guasta mai). Lei è ancora silenziosa ma mi guarda con i suoi penetranti occhi furbi; poi apre bocca, purtroppo. La voce è troppo bassa e l'italiano è dozzinale; io penso "che peccato", ma il mio testosterone fa eco rispondendo "che ti frega". Glorifico il mio testosterone e continuo come nulla fosse, faccio prima il simpatico e poi lo splendido. Lei ride, si diverte e apprezza. Metà del cervello è impegnata nella stesura di un film hard, l'altra è concentrata alla risoluzione dei problemi informatici. "Può essere un virus ad aver causato tutto questo?" mi chiede. "Beh, potrebbe essere un trojan" rispondo io con tono e fare sicuro. La risatina che segue la mia affermazione mi ricorda allarmantemente il ghignetto che il buon Marco Brogiato ci dona ogni qual volta venga pronunciata la parola "pisello" in sua presenza. "Trojan...fa ridere" dice lei. "Beh, deriva dal cavallo di Troia" asserisco io. Il suo sguardo diventa assente e io mi preoccupo. "Ahhh, il cavallo dei greci con dentro la gente". Ne parla come se si trattasse di uno stilosissimo autobus di legno, ed io continuo a preoccuparmi. Mi trovo eticamente costretto a fare la domanda "Giulia, quanti anni hai?". Lei ci pensa un po' e risponde "Sedici" (in lettere fa ancora più male).
Impatto con garbo, e poi mi sento come il prof. Humbert Humbert, (vedi Lolita) ma con qualche scrupolo morale in più. Se dice 16 probabilmente ne ha 15 (dato poi confermato): poco più della metà dei miei anni. I film che ho in testa passano da porno a erotico, poi a "film per tutti" ed infine qualcosa di molto vicino ad "Harry Potter", e tutto in meno di 2 secondi.
Finisco il lavoro con fare amareggiato, incasso, saluto, vado a casa e mi sento sporco.
Cito il prof. Tex:
Com'è che, quando avevamo 15 anni noi, le ragazze erano dei boiler informi e malvestiti e adesso sembrano appena scese dalla passerella di Victoria's Secret?
Sono amereggiato...chiudo.
Etichette: Mio caro diario, Profondo disgusto
Prefazione.Mi rendo perfettamente conto di aver trascurato in maniera imperdonabile il mio blog. Chiedo scusa a tutti i lettori (pochi ma buoni), ma postare il matrimonio di Bulu mi ha fatto precipitare in un terrificante malestrom di tristezza. Ero troppo impegnato a cercare una via di fuga dai sillogismi "Se ti sposi stai diventando vecchio. Bulu si è sposato. Bulu è vecchio" e "Bulu è praticamente mio coetaneo. Bulu è vecchio (conseguenza del precedente enunciato). Sono praticamente vecchio". La logica del sillogismo è apparentemente inattaccabile (qui si parla di Aristotele, mica cazzate...), ma dopo 2 mesi di ritiro spirituale ho scovato il bug del sistema.
Bulu è nato nel 1977, io nel 1979 e la vita media di una gallina ovaiola è di 2 anni. Applicando un sottile sistema ibrido tra una visione relativistica del tempo e la dannata filosofia aristotelica sono giunto alla suprema conclusione che "Ho ancora tutta una vita davanti prima di diventare vecchio". Detto questo, passiamo al vero post.
Era una fredda serata dresdese. Io, Bro e la Vale stavamo chiusi nella mia fantastica reggia (3 metri per 2) a guardare con adolescenziale ammirazione lo splendido "Carlito's way". La pellicola non mi era nuova ma, probabilmente a causa degli ettolitri di birra in circolo, alla fine della "proiezione" provavo una tale ammirazione nei confronti del personaggio di Carlito Brigante che, come un novello Don Chisciotte, decisi che volevo diventare io stesso Carlito. L'idea l'ho accantonata poco dopo, conscio che mi mancasse qualcosa per giungere al mio scopo.
A Don Chisciotte serviva un fedele scudiero: l'arcinoto Sancho Panza. Chi è lo scudiero di Carlito? Lo splendido David Kleinfeld, il grintoso e talentoso avvocato ebreo. Per coronare il mio sogno mi serviva un legale di fede ebraica regolarmente iscritto all'albo degli avvocati: e ora ci siamo.
A. S. (aka Steiny), da oggi, è il mio avvocato ebreo! Dopo quattro mesi di ascetismo accademico Steiny (aka Sancho Panza; e qui torna a fare capolino il sillogismo aristotelico) riesce a superare l'orale dell'esame di stato e abbandonare le sue spoglie mortali per rinascere Avvocato: bravo Steiny!
Il piano è completo, venerdì si festeggia e ci si ammazza di birra, il post è finito.
Vostro affezionatissimo
Carlito "Ciccio" Brigante
Etichette: Mio caro diario
Non oso immaginare quanto possa essere difficile fare il padre di una teenager nel 2007.Concepisco questo pensiero estivo riflettendo sugli accadimenti riminesi di ieri pomeriggio (sì, perchè stamattina, cari tutti i miei lettori, me ne stavo ancora felicemente spaparanzato sotto il sole della riviera).
Cazzeggiando amabilmente in spiaggia col caro Klaus, che non smetterò mai di ringraziare per avermi concesso ospitalità incondizionata nella sua magione in zona San Giuliano, sento che il mio Karma è disturbato dagli inutili discorsi telefonici di una quattordicenne/cetaceo, arenatasi a pochi passi da me. Qualche colpo ben'assestato di mojito ghiacciato, coniugato ai 30 invidiabilissimi gradi romagnoli, fa sì che il chiacchiericcio futile della bambinetta diventi un ignorabile rumore di fondo.
Ore 18.15: opto per farmi l'ultimo tuffo in mare (stranamente limpido). Entro in acqua fino ad alle ginocchia e torno a sentire la dannata vocina. Mi giro a dritta (essendo in mare ed avendo io le dimensioni di un piccolo natante, mi sembrerebbe inappropriato parlare volgarmente di "destra") e lei è lì, presissima da una chiamata con la migliora amica di turno. Non faccio a tempo a finire di pormi l'amletico quesito "Ma che minchia ci fa questa col cellulare in acqua?", che vedo sopraggiungere il padre della piccina. Riporto il dialogo (immaginatevelo in romanaccio e tutto infarcito di splendide imprecazioni e bestemmie):
Padre: "Ma porca puttana, che cazzo ce fai cor cellulare in acqua?"
Figlia: "Mmm...Aridaje"
Padre: "Te porto al mare e tu passi le giornate al telefono con quelle quattro fregone, a 'sto punto te lasciavo a casa ce risparmiavo pure"
Figlia: "Eh dai pa', non vedi che stò ar telefono?"
Padre: "Se lo vedo? Non stai a fa' artro! Te faccio notare poi, bella mia, che le tue chiamate del cazzo le pago io!"
A questo punto la replica della figlia rasenta il geniale.
Figlia: "Papà, - pronunciato con faccia scazzatissima - non infartare, c'ho le vitamine"
Dopo qualche secondo di ragionameno giungo alla conclusione che la giovincella si sta riferendo alle "vitamine" della TIM, una sorta di costo fisso giornaliero che permette di effettuare tutte le chiamate della giornata verso un gruppo di amici (Tribù) senza ulteriori spese. Io a questa conclusione ci arrivo, il padre, evidentemente, no!
Provate ad immaginare la faccia del povero genitore dopo che si sente rispondere in codice e con sufficienza dal frutto dei suoi lombi. Una raffica terrificante di improperi accompagna la ritirata verso la spiaggia dello sconsolato padre che, visto che c'è, dispensa un sincero fanculo anche alla moglie e vira in direzione bar a farsi una birra.
Penso a quanto sia difficile essere padre di una figlia saccente e teledipendente, penso anche a Jason, poi faccio spallucce e mi inabisso.
Etichette: Mio caro diario, Profondo disgusto
Quelle splendide, indimenticabili, giornate di merda.
Mi corico alle 4.00 per finire un dannato sito internet su cui sto lavorando. Mi sveglio in extremis alle 9.30 per arrivare al lavoro alle 10.00. Mi annoio a morte fino alle 13.00, vado a mangiare e mi ributto davanti al computer per risolvere quelli che speravo fossero gli ultimi problemini.
Bestemmio fino alle 17.20 e poi vado di corsa in Accademia a lavorare. Strada facendo mi imbatto in un alcolista d'età avanzata, sdraiato in mezzo alla carreggiata, che litiga con la propria scarpa destra. Questo cerca di alzarsi e rovina al suolo scorticandosi mani e braccia. Prima che mi muoia davanti agli occhi, buttandosi di testa sullo spigolo del marciapiede, decido di fare il bravo cittadino, di trascinarlo sul ciglio della strada e di chiamare il 118. Dopo venti minuti passati ad osservare il mio nuovo superamico che si brucia i polpastrelli tenendo una sigaretta per la punta, arriva l'ambulanza capitanata, pensa un po' il caso, dal buon Nello. Caricato il molesto ubriacone sul carro bestiame e ovviato il problema del "che cazzo ne facciamo del cane del tipo?" (sì, perchè il dionisiaco figuro era pure scortato da un pastore tedesco), mi presento al lavoro con una giustificatissima quarantina di minuti di ritardo.
Mi siedo alla scrivania ma, sorpresa, mi viene chiesto di dare una mano a fare un lavoretto manuale vecchio stile. Il lavoretto in questione, che mi viene descritto come "una robina da 20 minuti", consiste nel fissare degli spunzoni anti-piccioni (spero d'aver reso l'idea) sotto al tetto del gazebo in terrazzo. Salgo sulla scala a pioli (3 metri d'altezza) che titaneggia sul terrazzo del primo piano (2 metri d'altezza), con il sentore che, sempre sopravvivendo all'eventuale volo di 5 metri, il "lavoretto" non si concluderà nei 20 minutini predetti. Mi trovo dunque felicemente intento a: scrostare merda di piccione, demolire due nidi (con tanto di 4 uova), caravetrare e incollare (sia benedetta la colla "mille chiodi") per più di due ore. Finito il mio lavoro di manovalanza trascorro pure un'oretta a fare lavoro di segreteria. Esco dall'Accademia alle 21.30.
Mangio e mi rimetto al computer per finire il fottutissimo sito. Ore 00.14: l'apocalisse. Il sito non risponde più alla mia volontà, opta per il libero arbitrio e decide che non è più il caso di funzionare. Perdo 2 ore a cercare una soluzione sulla rete, ma mi rendo conto d'essere un precursore e che un problema del genere non si sia mai visto. Scrivo una mail implorante all'amministratore del server, chiedendo di recuperare i file del portale da un backup (con la tragica consapevolezza d'aver perso tutto il lavoro fatto oggi).
Potevo andare a letto o appendermi per il collo al lampadario. Ho optato per postare e defenestrarmi in sogno in un secondo, onirico, momento.
Sono le 3.00, affanculo a tut le monde!
Mi corico alle 4.00 per finire un dannato sito internet su cui sto lavorando. Mi sveglio in extremis alle 9.30 per arrivare al lavoro alle 10.00. Mi annoio a morte fino alle 13.00, vado a mangiare e mi ributto davanti al computer per risolvere quelli che speravo fossero gli ultimi problemini.
Bestemmio fino alle 17.20 e poi vado di corsa in Accademia a lavorare. Strada facendo mi imbatto in un alcolista d'età avanzata, sdraiato in mezzo alla carreggiata, che litiga con la propria scarpa destra. Questo cerca di alzarsi e rovina al suolo scorticandosi mani e braccia. Prima che mi muoia davanti agli occhi, buttandosi di testa sullo spigolo del marciapiede, decido di fare il bravo cittadino, di trascinarlo sul ciglio della strada e di chiamare il 118. Dopo venti minuti passati ad osservare il mio nuovo superamico che si brucia i polpastrelli tenendo una sigaretta per la punta, arriva l'ambulanza capitanata, pensa un po' il caso, dal buon Nello. Caricato il molesto ubriacone sul carro bestiame e ovviato il problema del "che cazzo ne facciamo del cane del tipo?" (sì, perchè il dionisiaco figuro era pure scortato da un pastore tedesco), mi presento al lavoro con una giustificatissima quarantina di minuti di ritardo.
Mi siedo alla scrivania ma, sorpresa, mi viene chiesto di dare una mano a fare un lavoretto manuale vecchio stile. Il lavoretto in questione, che mi viene descritto come "una robina da 20 minuti", consiste nel fissare degli spunzoni anti-piccioni (spero d'aver reso l'idea) sotto al tetto del gazebo in terrazzo. Salgo sulla scala a pioli (3 metri d'altezza) che titaneggia sul terrazzo del primo piano (2 metri d'altezza), con il sentore che, sempre sopravvivendo all'eventuale volo di 5 metri, il "lavoretto" non si concluderà nei 20 minutini predetti. Mi trovo dunque felicemente intento a: scrostare merda di piccione, demolire due nidi (con tanto di 4 uova), caravetrare e incollare (sia benedetta la colla "mille chiodi") per più di due ore. Finito il mio lavoro di manovalanza trascorro pure un'oretta a fare lavoro di segreteria. Esco dall'Accademia alle 21.30.
Mangio e mi rimetto al computer per finire il fottutissimo sito. Ore 00.14: l'apocalisse. Il sito non risponde più alla mia volontà, opta per il libero arbitrio e decide che non è più il caso di funzionare. Perdo 2 ore a cercare una soluzione sulla rete, ma mi rendo conto d'essere un precursore e che un problema del genere non si sia mai visto. Scrivo una mail implorante all'amministratore del server, chiedendo di recuperare i file del portale da un backup (con la tragica consapevolezza d'aver perso tutto il lavoro fatto oggi).
Potevo andare a letto o appendermi per il collo al lampadario. Ho optato per postare e defenestrarmi in sogno in un secondo, onirico, momento.
Sono le 3.00, affanculo a tut le monde!
Etichette: Experience Ciccio, Mio caro diario, Profondo disgusto
Chiedo scusa a tutti per questa mia ingiustifica latitanza dall'universo dei blog. La bulite, da cui ero affetto, è un brutto ricordo. Ringrazio Tex per la solidarietà offertami, Bosh per la sua preziosa posizione di antitesi a "faro della salvezza", Fragolina per essermi stata virtualmente accanto e un ringraziamento particolare a Staccu per aver creduto in me ed avermi spronato a tornare a postare.
Cominciamo.
Ciao, mi chiamo Paolo ho 27 anni e da circa 4 anni mi ripropongo di laurearmi "a breve". Non mi sento vecchio, sono gli altri che provano a farmici sentire (Gnaz si è sposato e c'è chi segue il suo esempio: http://xoomer.alice.it/lisaecarlosposi). Ero presente ed allegramente ebbro a tutti gli eventi che hanno avuto luogo nei dintorni del meranese e che sono stati brillantemente descritti nei blog da me linkati. Sono uno degli ideatori del manifesto del Landmann's Lifestyle, primo custo del sacro braciere, feroce maestro di toga, inventore del sistema "Toga per giovani disagiati" (segreto che svelerò prossimamente agli abitanti del villaggio globale) e del Jack&Cola con Chupa Chups.
Ciao, mi chiamo Paolo e rido di gusto alle campagne americane che cercano di convincere i giovani a praticare la più ascetica delle astinenze (iniziativa che, grazie a Dio, si sta rivelando fallimentare). Sono cresciuto col mito dei toga party americani, di Fonzie che si bombava le gemelle Tuscadero a Sandwich, di Pipino, Wendy, Pilone e degli altri amici di Porkys e, in tempi più recenti, dei giovani teenager che seducono le torte di mele.
Ciao, mi chiamo Paolo, non mi astengo, fumo e in macchina ho sempre un pacchetto di TicTac. Sarò mica un edonista?
Cominciamo.
Ciao, mi chiamo Paolo ho 27 anni e da circa 4 anni mi ripropongo di laurearmi "a breve". Non mi sento vecchio, sono gli altri che provano a farmici sentire (Gnaz si è sposato e c'è chi segue il suo esempio: http://xoomer.alice.it/lisaecarlosposi). Ero presente ed allegramente ebbro a tutti gli eventi che hanno avuto luogo nei dintorni del meranese e che sono stati brillantemente descritti nei blog da me linkati. Sono uno degli ideatori del manifesto del Landmann's Lifestyle, primo custo del sacro braciere, feroce maestro di toga, inventore del sistema "Toga per giovani disagiati" (segreto che svelerò prossimamente agli abitanti del villaggio globale) e del Jack&Cola con Chupa Chups.
Ciao, mi chiamo Paolo e rido di gusto alle campagne americane che cercano di convincere i giovani a praticare la più ascetica delle astinenze (iniziativa che, grazie a Dio, si sta rivelando fallimentare). Sono cresciuto col mito dei toga party americani, di Fonzie che si bombava le gemelle Tuscadero a Sandwich, di Pipino, Wendy, Pilone e degli altri amici di Porkys e, in tempi più recenti, dei giovani teenager che seducono le torte di mele.
Ciao, mi chiamo Paolo, non mi astengo, fumo e in macchina ho sempre un pacchetto di TicTac. Sarò mica un edonista?
Etichette: Mio caro diario, Profondo disgusto
E un bel dì di metà marzo apro gli occhi e mi viene un dubbio: starò mica invecchiando. Faccio spallucce e barcollo rincoglionito fino al bagno per le giuste abluzioni mattutine. Il ginocchio mi duole per un mezzo incidentino a basket...tutta colpa degli gnocchi! Effettivamente un piatto di gnocchi ai 4 formaggi trangugiato avidamente 10 minuti prima di andare a fare sport non è proprio il menu consigliato da dietologi e personal trainer; ma ieri a cena, trovandomeli davanti, lo sciocco pensiero è stato "tanto sono giovane, vuoi che mi facciano male? ". Dannati, squisitissimi gnocchi. Mancavo di fiato, mancavo di gambe e sudavo più del solito (e i miei compagni di ventura possono confermare che la mia sudorazione è seconda solo a quella del capro tibetano in calore). Un pensiero mi sfiora "gnocchi troppo conditi o metabolismo che sente il peso degli anni?".
Dopopartita al wunder per la meritata birretta, quella che vuol vanificare gli ettolitri di sudore secreto. Ivi l'incontro col buon Gnaz, lo stesso buon Gnaz mio compagno di classe al liceo e, guarda caso, lo stesso Gnaz che a fine mese si sposerà. Petu, poco meno di due anni fa, ha piantato il suo seme nel grembo d'una donna ed ora è felicemente padre e convivente. Bulu è vecchio da quando era giovane (non è un paradosso, è la sintesi di una vita vissuta fuori dagli schemi). Ed ora ci si mette pure Gnaz, che arriva addirittura a fare il gran passo. Ancora quel pensiero...
Rielaboro poi alcuni dettagli della mattinata. Accompagnavo mia madre alle terme e, dannazione, la cassiera conosce bene la donna che mi ha dato i natali. Ovvia l'uscita di "Paolo, ma quanto sei cresciuto, mi ti ricordavo quando eri alto così..."; altrettanto ovvia la replica di mamma Marta "Oh sì, ti ricordi, lavoravi al negozio in galleria e mi davi sempre una mano a scegliere le magliettine per Paolino". Io intanto muoio un poco dentro...alla soglia dei trent'anni queste puttanate da menopausa non le voglio più sentire. Sempre alle terme mia madre si fermava a chiacchierare con una conoscente e qui mi arrivava la mazzata. L'ignota signora mi guardava e mi chiedeva "Lei è il marito?". Solo la deontologia professionale da assistente bagnanti mi ha impedito di annegare la vecchia stronza in seduta stante.
Insomma, l'assurda idea di puntare inesorabilmente al vetusto mi è balzata in testa alle terme e non mi ha più abbandonato fino a stamattina. Ora sto meglio, sono guarito, mi sento "giova" e stasera lascio la macchina in garage...Viva!
Dopopartita al wunder per la meritata birretta, quella che vuol vanificare gli ettolitri di sudore secreto. Ivi l'incontro col buon Gnaz, lo stesso buon Gnaz mio compagno di classe al liceo e, guarda caso, lo stesso Gnaz che a fine mese si sposerà. Petu, poco meno di due anni fa, ha piantato il suo seme nel grembo d'una donna ed ora è felicemente padre e convivente. Bulu è vecchio da quando era giovane (non è un paradosso, è la sintesi di una vita vissuta fuori dagli schemi). Ed ora ci si mette pure Gnaz, che arriva addirittura a fare il gran passo. Ancora quel pensiero...
Rielaboro poi alcuni dettagli della mattinata. Accompagnavo mia madre alle terme e, dannazione, la cassiera conosce bene la donna che mi ha dato i natali. Ovvia l'uscita di "Paolo, ma quanto sei cresciuto, mi ti ricordavo quando eri alto così..."; altrettanto ovvia la replica di mamma Marta "Oh sì, ti ricordi, lavoravi al negozio in galleria e mi davi sempre una mano a scegliere le magliettine per Paolino". Io intanto muoio un poco dentro...alla soglia dei trent'anni queste puttanate da menopausa non le voglio più sentire. Sempre alle terme mia madre si fermava a chiacchierare con una conoscente e qui mi arrivava la mazzata. L'ignota signora mi guardava e mi chiedeva "Lei è il marito?". Solo la deontologia professionale da assistente bagnanti mi ha impedito di annegare la vecchia stronza in seduta stante.
Insomma, l'assurda idea di puntare inesorabilmente al vetusto mi è balzata in testa alle terme e non mi ha più abbandonato fino a stamattina. Ora sto meglio, sono guarito, mi sento "giova" e stasera lascio la macchina in garage...Viva!
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Quando si dice "giornata intensa".
Ieri notte mi impacco sul diabolico videogioco "Medieval 2" e, in preda a deliri di onnipotenza, finisco per tirare le 5. Bestemmio all'idea della sveglia inesorabile alle 8.30, ma poi penso che l'eccidio attuato ai danni dei francesi sia un'ottima motivazione al coma del giorno dopo. Dopo una lunghissima mattinata lavorativa penso di potermi gustare una meritatissima siesta, del resto ho reso il mondo un posto migliore eliminando i cugini d'oltralpe...Niente da fare! Il mio trip onirico deve lasciar posto a pressanti piccoli impegni, quelle classiche mansioncine che, a forza di "bah, posso sempre farlo domani" finiscono per accumularsi fino a saturazione.
Alle 17.00, finiti i "lavoretti", sfido il traffico di punta meranese per recarmi a casa di un povero utente informatico medio, che da due giorni impreca furente contro il suo nuovo computer. Per strada assisto ad una scena emblematica: un cinquino bianco, con dentro un uomo e tre donne in tipico costume islamico, che agilmente supera a destra un'auto dei carabinieri. Per un attimo ho la tentazione di farlo anch'io, poi penso che i tutori dell'ordine potrebbero essere prevenuti nei confronti di noi caucasici e che potrei finire vittima di sanzioni e manganellate. Faccio spallucce, me ne accendo una e proseguo a passo d'uomo verso la mia meta.
Ora arriva il bello. Il mio assistito mi fa notare che il computer nuovo si spegne quando si fa uscire il carrello di entrambi i CD-ROM. Penso si tratti di uno strano contatto, smonto e rimonto i lettori ma il problema persiste. L'infernale aggeggio poi comincia a spegnersi anche in maniera autonoma. Penso si tratti di un problema di alimentazione o di un difetto della scheda madre. Salto in macchina con il PC sottobraccio e via di corsa dai coniugi Only (i rivenditori di fiducia). Attacchiamo tutto e funziona come il più classico degli orologi elvetici. Anna mi chiede quali droghe io abbia assunto, domanda più che lecita visto la situazione e le mie borse agli occhi. Riprendo il computer e lo butto indelicatamente in macchina, pensando come fare a spiegare al mio cliente che casa sua è infestata da demoniache presenze; se considerate poi che sua moglie è pure la mia maestra di religione delle elementari, beh, il tema esorcismo diventa qualcosa di tremendamente serio...
Rieccomi sotto la sua scrivania in perfetto stile Lewinsky a cercare assurde combinazioni di cavi per ovviare all'increscioso problema: niente da fare! Poi penso "cosa farebbe Einstein se fosse in me?". La risposta è tremendamente "ovvia": il computer è posto in prossimità di un intenso campo elettromagnetico, questo ne pregiudica il funzionamento. L'unica cosa da fare è spostarlo. Di fronte a una così divina illuminazione decido di assecondare il mio delirio: traslo il computer di un metro e lo ruoto di 90°. Cazzo, funziona! Mi becco una raffica di pacche sulle spalle e lodi alla mia brillante mente scientifica.
Si fanno le 21.00, ho fame e sonno, vado a casa e pregusto una meritata cenetta; ma sulla tavola imbandita titaneggia solo un minestrone...boh...tra un'ora e mezza è già domani: e meno male!
Ieri notte mi impacco sul diabolico videogioco "Medieval 2" e, in preda a deliri di onnipotenza, finisco per tirare le 5. Bestemmio all'idea della sveglia inesorabile alle 8.30, ma poi penso che l'eccidio attuato ai danni dei francesi sia un'ottima motivazione al coma del giorno dopo. Dopo una lunghissima mattinata lavorativa penso di potermi gustare una meritatissima siesta, del resto ho reso il mondo un posto migliore eliminando i cugini d'oltralpe...Niente da fare! Il mio trip onirico deve lasciar posto a pressanti piccoli impegni, quelle classiche mansioncine che, a forza di "bah, posso sempre farlo domani" finiscono per accumularsi fino a saturazione.
Alle 17.00, finiti i "lavoretti", sfido il traffico di punta meranese per recarmi a casa di un povero utente informatico medio, che da due giorni impreca furente contro il suo nuovo computer. Per strada assisto ad una scena emblematica: un cinquino bianco, con dentro un uomo e tre donne in tipico costume islamico, che agilmente supera a destra un'auto dei carabinieri. Per un attimo ho la tentazione di farlo anch'io, poi penso che i tutori dell'ordine potrebbero essere prevenuti nei confronti di noi caucasici e che potrei finire vittima di sanzioni e manganellate. Faccio spallucce, me ne accendo una e proseguo a passo d'uomo verso la mia meta.
Ora arriva il bello. Il mio assistito mi fa notare che il computer nuovo si spegne quando si fa uscire il carrello di entrambi i CD-ROM. Penso si tratti di uno strano contatto, smonto e rimonto i lettori ma il problema persiste. L'infernale aggeggio poi comincia a spegnersi anche in maniera autonoma. Penso si tratti di un problema di alimentazione o di un difetto della scheda madre. Salto in macchina con il PC sottobraccio e via di corsa dai coniugi Only (i rivenditori di fiducia). Attacchiamo tutto e funziona come il più classico degli orologi elvetici. Anna mi chiede quali droghe io abbia assunto, domanda più che lecita visto la situazione e le mie borse agli occhi. Riprendo il computer e lo butto indelicatamente in macchina, pensando come fare a spiegare al mio cliente che casa sua è infestata da demoniache presenze; se considerate poi che sua moglie è pure la mia maestra di religione delle elementari, beh, il tema esorcismo diventa qualcosa di tremendamente serio...
Rieccomi sotto la sua scrivania in perfetto stile Lewinsky a cercare assurde combinazioni di cavi per ovviare all'increscioso problema: niente da fare! Poi penso "cosa farebbe Einstein se fosse in me?". La risposta è tremendamente "ovvia": il computer è posto in prossimità di un intenso campo elettromagnetico, questo ne pregiudica il funzionamento. L'unica cosa da fare è spostarlo. Di fronte a una così divina illuminazione decido di assecondare il mio delirio: traslo il computer di un metro e lo ruoto di 90°. Cazzo, funziona! Mi becco una raffica di pacche sulle spalle e lodi alla mia brillante mente scientifica.
Si fanno le 21.00, ho fame e sonno, vado a casa e pregusto una meritata cenetta; ma sulla tavola imbandita titaneggia solo un minestrone...boh...tra un'ora e mezza è già domani: e meno male!
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La Dea bendata (qui raffigurata) mi ha voltato le spalle (ma non posso aprofittarne...), Dio mi aiuti: ho contratto la bulite. Cos'è la bulite? La bulite è una patologia strana, i cui studi sono ancora in fase embrionale. Per farla breve, pensate di diventare un catalizzatore di sfiga assoluta (la sfiga è quando capitano cose sfigate, la sfiga assoluta è quando le cose sfigate capitano in circostanze estremamente sfigate. NDR).La bulite non la contrai da un giorno all'altro, è come l'ifluenza: il giorno prima di ammalarti lo senti nelle ossa che c'è qualcosa che non va (sono gli arcinoti campanellini d'allarme). All'influenza, così come all'Iraq, si può far guerra preventiva (doppia aspirina ed ettolitri di spremute d'arancia), ma per la bulite non c'è prevenzione che tenga.
I campanellini d'allarme li avevo percepiti il 28 dicembre 2006 (tonsillite prima di capodanno). Dalle teorie del dott. M. Tessari (luminare in materia di bulite) evince come tipico sintomo della malattia quello di passare il veglione di Capodanno a letto in preda a delirium tremens e brindare all'anno nuovo con una pinta di sciroppo per la tosse (rigorosamente di marca Oki). Il fatto di essermi brillantemente dopato di medicinali ha fatto sì che io il capodanno l'abbia potuto passare piacevolmente ubriaco sulle rive dell'Elba, finendo così per prendere sottogamba l'avvento del morbo.
Recentemente ho superato la prova scritta di un esame assai complesso e ho a disposizione pochi giorni per prepararne la titanica prova orale e, cosa mi succede?
- Mi mettono un appello d'esame a sorpresa, passo una notte in bianco a studiare e poi il simpatico docente mi cambia pure il programma d'esame;
- Mi si rompe misteriosamente la montatura degli occhiali (guardo la TV e di botto il mondo percepito dal mio occhio destro sparisce);
- Mio padre si offre di ripararla e mi distrugge pure le lenti (non bestemmia neanche, ma blissa agilmente dicendo "tanto erano sporche" - Cazzo, alla faccia del consumismo! -);
- Mi ammalo e perdo praticamente 2 giorni di preziosissimo studio;
- Guarisco ma la schiena mi tormenta;
Chiudo appellandomi al dott. Tessari: "Mi spunteranno i quadretti sulle camicie? Mi verrà la forfora? Tutte le mie scarpe diventeranno mocassini? I miei calzini diventeranno tutti bianchi? Esiste una cura? Mi devo andare a far risistemare i chakra? Aiuto!"
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Oggi la consapevolezza del ritorno alla dannata routine quotidiana mi è piombata addosso come una tegola. Gli esami si avvicinano inesorabili e l'incubo "idraulica" torna a tormentarmi il sonno.
A Merano i computer detonano e il "pronto intervento Ciccio" gira instancabile per il burgraviato. Tra qualche ora dovrò presentarmi da una signora che ha la fissa del complotto internazionale e che da mesi è convinta che qualche hacker dispettoso le cancelli la posta; a riprova delle sue teorie mi ha fatto notare che tra i preferiti di explorer è misteriosamente comparso l'indirizzo di un sito pincione...Bah! A mio modesto avviso il pirata è il marito che, come tutti gli uomini alla soglia dei 65, è diventato un erotomane multimediale e che, guarda un po', ogni volta che la moglie comincia a parlare della "dannnata pornografia che tormenta la rete" esce a comprare le sigarette. Ripenso alla mia ingenuità di puberto che, a 15 anni, era convinto che l'era delle pippe finisse con la maggiore età...
Studio, lavoro, lavoro, studio...argh...levo un calice da mezzo alla salute dei miei compagni d'avventura della già troppo remota gitarella dresdese e chiudo chiedendo "quest'anno quando cade la pasqua?".
Vado ad oscurare siti porno...
A Merano i computer detonano e il "pronto intervento Ciccio" gira instancabile per il burgraviato. Tra qualche ora dovrò presentarmi da una signora che ha la fissa del complotto internazionale e che da mesi è convinta che qualche hacker dispettoso le cancelli la posta; a riprova delle sue teorie mi ha fatto notare che tra i preferiti di explorer è misteriosamente comparso l'indirizzo di un sito pincione...Bah! A mio modesto avviso il pirata è il marito che, come tutti gli uomini alla soglia dei 65, è diventato un erotomane multimediale e che, guarda un po', ogni volta che la moglie comincia a parlare della "dannnata pornografia che tormenta la rete" esce a comprare le sigarette. Ripenso alla mia ingenuità di puberto che, a 15 anni, era convinto che l'era delle pippe finisse con la maggiore età...
Studio, lavoro, lavoro, studio...argh...levo un calice da mezzo alla salute dei miei compagni d'avventura della già troppo remota gitarella dresdese e chiudo chiedendo "quest'anno quando cade la pasqua?".
Vado ad oscurare siti porno...
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Cos'è il Watten? La rivista Pauern sein Heit lo definisce come "il modo più rapido in cui giocarsi un maso e 4 vacche". Watten è un diabolico gioco di carte di origine Sudtirolese (lo dice anche Wikipedia), una sorta di briscola a quattro ma molto più contorta.A Watten io e il Locusta, una settimana fa, non ci abbiamo rimesso il maso (...avercelo...), la posta in gioco era la dignità...e l'abbiamo persa.
Dopo anni di assenza dalla scena internazionale del Blindwatten abbiamo pensato di tornare a sederci al tavolo verde sfidando un nuovo e affiatatissimo duo. Partite al cardiopalma dominate fino a due punti dalla chiusura e poi la capitolazione. Dopo la seconda sconfitta di seguito Locusta ha dichiarato la ferma intenzione di ritirasi, decisione che sottoscrivo a pieno.
Ma perdere a carte può essere ragione di cotanta sofferenza? Sì, perchè la coppia vincitrice era sprovvista del cromosoma Y.
Onore dunque a Valentina e Roberta, fino a quando non riusciremo a dimostrare che quelle partite erano truccate.
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Pazzesco, è da quasi un mese che non aggiorno il mio fedele blog...come passa il tempo!
Vediamo di analizzare brevemente gli accadimenti interessanti avvenuti negli ultimi 30 giorni.
- Anche per quest'anno l'Isola dei famosi è finita e io ho ritrovato un padre. Niente più Luca, Chiappa e compagnia bella. A tavola finalmente non si parla più dei cazzi degli sconosciuti, ma le attenzioni tornano a catalizzarsi sul gossip locale, quello che, per intenderci, passa dal verduraio per arrivare all'autista del Bus.
- Siamo sopravvisuti all'edizione 2006 del Merano international WineFestival e culinaria (bisogna essere precisi con il nome, altrimenti rischio d'essere cazziato dal buon Locusta).
- Ho visto nascere ben 3 post sul blog di Tex.
- Con Klaus ho avuto modo di entrare in un bar meraviglioso frequentato, pensate un po', dagli abitanti del bosco. Ma non parlo di valligiani boscaioli, intendo proprio: folletti obesi e omesessuali, hobbit, gorgoni, bue grasso (in versione pigliainculo) e madre natura (la fatina drammaticamente sovrappeso amante segreta di Grande Puffo), ninfe calate dure di ecstasy, Gargamella barcollante in versione metallara e, sopratutto, la donna con il meraviglioso deretano ma con due facce.
- Ho visto Staccu diventare grande e tagliarsi i capelli come un agente di borsa (ora però, lasciatelo dire, sei bellissimo).
- Ho comprato un cellulare nuovo.
- Ho ricominciato a scrivere sul blog.
Beh, ora vado a mangiare ma mi congedo promettendo a tutti i fedeli lettori una maggiore diligenza in materia di post.
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